prof. di filosofia e storia a Milano al Vittorio Veneto, al Liceo artistico Brera, pubblicista su Corriere della Sera ( scuola), Lotta continua, Re Nudo,testate straniere,autore dispense università filosofia antica e moderna, autore romanzi storici su anni settanta ecc. Volontario carcere s. Vittore...
Solo per te Pino e la tua famiglia e per chi ti ha voluto bene sempre, anche quando i governanti di oggi stavano con chi ti diffamava. Chi ti abbia assassinato è uno dei.misteri di Italia: per noi no.Mi Spiego.Il 12 dicembre 1969 avevo manco vent’anni,il 15 dicembre iniziavo la mia luminosa carriera di correttore di bozze all’ Avvenire. Ero come si dice un rinforzo dalle 22 al 2 del mattino.,Rimanevano aperte due pagine con il sistema a piombo: la prima e la pagina di Milano.Il caporedattore mi portò la bozza che l’ anarchico Pinelli si era buttato da una finestra della Questura di Milano.Non ho mai creduto a questa falsità.
Non è,soprattutto per chi a Milano c’ era il 12 dicembre 1969 e veniva dall’ autunno caldo,e aveva gli anni della meglio gioventù,una ricorrenza qualsiasi.Poi divenne la data di una storia che segnò l’ inizio di quella guerra civile strisciante,continuazione della guerra civile del 1943 – 1945.Ma la cosiddetta strategia della tensione,della banda della borghesia reazionaria,fascisti repubblichini,servizi segreti nostrani e amerikani oggi viene negata da chi è al governo,dai collaborazionisti dei media di estrema destra e di destra,da chi odia la democrazia e sogna un’ autocrazia compatibile con l’ internazionale nera.Da Trump a Putin,da Orban a Netanyahu,da Salvini a Meloni etc la battaglia per la difesa della libertà e della Costituzione italiana della classe operaia,del proletariato,di milioni di giovani allora ventenni è liquidata come anni di piombo.I negazionisti nazi fascisti,fan presto ad autoassolversi da quella macelleria iniziata il 12 dicembre 1969 a Milano e finita il 2 agosto 1980 a Bologna.Oggi però è sciopero generale vs.la legge di bilancio del.governo Meloni,oggi a Milano piazza Fontana e i suoi morti compreso Giuseppe Pinelli, saranno ancora una volta ricordati da chi non può scordare niente di quelle giornate dure,tristi,ma anche piene di ribellione,di speranza…di giustizia.
Putin non ha bisogno di alcuna presentazione, è un bugiardo reazionario,un miliardario che vuole passare alla storia come Trump ,massacrando gli ucraini,colpevoli in quanto aspiranti ad uno stato di diritto. Stato scassato,con la legge marziale,con una diminuzione di libertà per ragioni ovvie visto la guerra in corso, con corruzione intercettata e non omessa, ma libero di scegliersi da che parte stare in piena autonomia. Vuole tenersi il Donetsk lo Zar? vuole tutto il Donbas? Faccia un referendum autentico,a questo punto nessuno onestamente potrebbe opporsi.
Italia,fra Putin,Casanova e telefonini … E’ la solita Italia dai mille volti,indefiniti,e qualunquisti con punte di virtù.Secondo il Censis,e la sua 59 esima fotografia del Belpaese,gli italiani tirano avanti arrabattandosi fra difficoltà economiche,sesso,e soprattutto grande ammirazione per le autocrazia quali Putin e Orban rispettivamente 12,8 e 12,4,Trump 16,3,Erdogan 11,3,Xi Jinping
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In compenso chi partecipa a manifestazioni di piazza e ‘ solo il 3 per cento, l’ interesse per la politica al 48,2,la spesa per la cultura meno il 34 per cento, l’ aumento per smartphone e computer registra invece un aumento del 723 per cento dal 2004 al 2024
.Sesso matto invece dai 18 e i 60 anni per il 62 per cento della popolazione.
Gli italiani sognano un posto fisso statale,nascono sempre meno bambini,ma poi il 67 per cento e d’ accordo con Papa Leone XIV..
Leggendo le cifre si vede un chiaro successo del conformismo di massa, dell’ ignoranza di plebi che auspicano dittature con bordelli e comunicazioni digitali.
Un paese impoverito culturalmente,senza più illusioni di grandi cambiamenti democratici che spera nella lotteria del concorso pubblico, e nell’ eredità dei nonni Tristezza,ma forse la fotografia del Censis così impietosa ricalca quelle di un ventennio famoso.
Dio,Patria,lavoro,case chiuse,papi pop,delega al dittatore, e andate a quel paese.
Caduti in disgrazia come classe politica,dopo essere stati per più di un secolo,il soggetto rivoluzionario per eccellenza dell’ emancipazione del genere umano,insieme agli intellettuali e ai contadini, come prescrive la storia della lotta di classe,gli operai sono tornati alla ribalta.
La questione dell’ ex Ilva di Taranto e la sua eterna crisi,con tumori dispensati a destra e a manca per decenni sulla città pugliese,ha fatto insorgere gli operai di Genova,Novi Ligure,Taranto che non accettano il piano del governo che vorrebbe ridimensionare per sempre le linee di montaggio per l’ acciaio.
Robotica,intelligenza artificiale,tecnologia avanzata permettono di abbattere il costo del capitale umano,tragica espressione degli imprenditori, per farla da padroni.Allo sciopero generale dei metalmeccanici a Genova, quindi,hanno partecipano anche i lavoratori dei gruppi Ansaldo e Fincantieri e fabbriche connesse.
La questione ex Ilva è complessa,si aspetta l’ offerta di un privato,si spera nella produzione di 200 mila tonnellate di zincato che fornirebbe lavoro fino a marzo,ma soprattutto,immediatamente,si vuole da parte degli operai il ritiro del piano ministeriale che promette solo lacrime e sangue.Così mentre si teme la terza guerra mondiale,mentre si ingaggia Putin fra i difensori dei russi abbienti,schegge di proletariato industriale che ormai viene catalogato come aristocrazia operaia presentano,il solito conto: lavoro sicuro e pulito dal cancro,salari in linea con la UE,e autonomia operaia dai profitti padronali.Tutto garantito dalla Costituzione più bella del mondo. O no? Governo Meloni,ma non solo.Addenda: lacrimogeni della polizia sugli operai,un classico della destra.
Brano tratto da 1941 operazione Barbarossa Pearl Harbour: 1939 1945 il racconto della guerra giusta di Pierluigi Raccagni,gratuito dal 3 all’ 8 dicembre
Il giorno 9 aprile i greci pensarono ad un ripiegamento in Albania. I nazisti temevano uno sbarco inglese a Salonicco, per cui occuparono a titolo precauzionale la zona della Tracia meridionale fra Salonicco e Alessandropoli. La mossa spiazzò l’esercito greco che nell’aprile del 1941 era schierato in modo da presidiare i varchi montani che davano accesso alla Bulgaria. Anche il corpo di spedizione britannico, che era composto da una divisione neozelandese, una australiana e una inglese, fu preso alla sprov- vista. Da parte tedesca ormai gli alti comandi sapevano come assecondare le intuizioni di Hitler apportandovi dinamismo e velocità di esecuzione. Se i piani sembravano a volte velleitari, non così era la fase operativa che anche in Grecia riuscì a tagliare fuori le divisioni elleniche schierate in Albania: invece di avanzare da Salonicco verso il monte Olimpo, i tedeschi sferrarono un attacco verso Monastir.
Il 27 aprile veniva occupata Atene e la bandiera della svastica faceva bella mostra di sé sull’Acropoli.
Gli inglesi sgomberarono a fatica dalla Grecia. Dopo il cedimento jugoslavo il generale Henry Maitland Wilson adottò un piano di evacuazione delle truppe inglesi dalla Grecia meridionale. L’intervento della divisione della SS Adolf Hitler non lasciò scampo agli inglesi che furono sconfitti in dure battaglie presso Lárissa e le Termopili.
Hitler si sentiva gratificato ad aver vinto un popolo di antichi guerrieri. La vittoria di Hitler fu doppia, perché, come abbiamo osservato, gli inglesi, corsi in soccorso del valoroso popolo greco, poterono combinare poco contro i tedeschi che anche in mezzo ad alture e montagne maneggiavano i loro panzer a piacimento.
Winston Churchill, in dissenso con il ministro degli Esteri Anthony Eden, aveva inviato 68.000 uomini in aiuto alla Grecia, sottraendo le truppe dal fronte dell’avanzata in Libia.
Si ricordi che i greci fino alla morte di Metaxas erano contrari ad un intervento inglese a loro favore per paura di una ritorsione tedesca. Quando compresero che i tedeschi avrebbero attaccato dalla Bulgaria.
Dibba,Travaglio,Salvini,cinque stelle e leghisti sparsi etcetci senz’ altro ribadiranno che Yermak ha investito gli aiuti all’ Ucraina in gabinetti d’oro. Mentre Putin vuole evitare un ulteriore bagno di sangue ribadendo che Donbas e Crimea sono cosa Sua,il nazista Zelensky è costretto a gettare la maschera.La corruzione che alberga almeno dal 2014 in Ucraina, è stata svelata dall’ ingordigia della dirigenza ucraina. In Russia come si sa,mafia e corruzione hanno palesato la loro presenza nella politica strutturale degli oligarchi russi capeggiati dal reazionario Putin almeno da quando lo zar ex KGB ha preso il posto di Eltsin.Queste non sono informazioni,con pazienza nelle biblioteche pubbliche si trovano libri sulla questione in abbondanza.Piu o.meno sempre la guerra importa ed esporta morte,miseria e corruzione.
Il 60 per cento di astensioni alle ultime elezioni regionali ci dicono,secondo osservatori di varia natura,che c’è poca speranza nel futuro per la Repubblica.
È un segno di apatia e stanchezza da non sottovalutare,si può vivere e morire da astensionisti ,non è un peccato mortale,ma è sintomo di disagio profondo nella società civile.
Dopo la Grecia,l’ Italia ha il record di astensionismo in Europa,guarda caso i due paesi sono quelli che hanno subito crisi economiche pesanti negli ultimi dieci anni.
I problemi sono sempre gli stessi: bassi salari,disuguaglianze palesi,sistema sanitario in tilt per prenotazioni e cure,ricchi sempre più ricchi,poveri sempre più poveri,giovani che emigrano,immigrati precarizzati sempre e comunque…
E poi le guerre che hanno diviso la sinistra istituzionale e no in filo putiniani,filo ucraini,filo israeliani,filo palestinesi…
È solo a sinistra la disillusione?
Anche a destra sembra passata la festa,Meloni non credo accontenti chi l’ ha votata.
Il tasso di natalità è tra i più bassi di Europa,troppo difficoltà per le donne lavorare e crescere figli,e le nuove proletarie o ceto medio single hanno stipendi da fame.
Che dire?
Che oggi c’ è sciopero vs.la manovra e quindi voglia di partecipare alla democrazia distributiva e non elitaria.
Le urne possono attendere…fino alla prossima diserzione per il referendum sulla giustizia.
Brano tratto da 1939 1945 il racconto della guerra giusta di Pierluigi Raccagni – ordine nuovo .. completamente gratuito dal 26 al 30 novembre
Responsabilità della Wehrmacht erano evidenti, in molte zone i soldati tedeschi liberi da impegni venivano invitati a partecipare ai massacri e a scattare foto quali souvenir della campagna russa. Nel febbraio del 1942 su 5,9 milioni di soldati sovietici catturati dai tedeschi, 2,8 milioni erano morti.
Le favole accomodanti di certa storiografia che imputano solo alle SS e ai gruppi dell’SD lo sterminio di prigionieri militari e popolazioni civili era, è e rimarrà una ipocrita interpretazione della guerra in chiave reazionaria.
Durante l’avanzata dal giugno al dicembre del 1941 all’euforia per la vittoria, si unì l’euforia per il sangue: all’ orgia nazista, una putrefatta ideologia della morte, parteciparono esercito, polizia e autorità civili tedesche. I dissensi che provenivano da alcuni generali dell’aristocrazia prussiana erano flebili voci, non sempre contraddistinte da azioni pratiche sul campo.
Il day by day della guerra in Urss era all’insegna di chi massacrava maggiormente i più deboli: ad un certo punto gli alti comandi proibirono ai soldati tedeschi di mandare fotografie dei massacri. “Il 5 ottobre 1942 il mio capo operaio e io ci recammo direttamente alle fosse. Udii una rapida successione di spari dietro uno dei mucchi di terra. Le persone scese dagli autocarri – uomini, donne, bambini di ogni età – per ordine di un milite delle SS che impugnava una frusta da cavallo o da cane, erano costrette a spogliarsi e collocare ordinatamente gli abiti (…) Senza piangere o gridare la gente, nuda, se ne stava in gruppi divisi per famiglie, si baciava e salutava in attesa del segnale di un altro milite delle SS, anch’esso con una frusta, che stava vicino alla fossa. Durante i quindici minuti che trascorsi accanto alla fossa non udii nessun lamento. Dichiarazione giurata di Hermann Friedrich Graebe, ingegnere tedesco, davanti al tribunale alleato di Norimberga”. Cfr. Enzo Biagi, Seconda guerra mondiale op. cit.n.31, pag.329
L’esercito tedesco era mal ridotto e si dice che avesse imparato la pratica locale di segare le gambe dei morti per disgelarle su un fuoco, così da levare gli stivali ai cadaveri. Nel suo libro” Fronte Orientale “(op.cit.), Omer Bartov descrive come la mancanza di un vestiario invernale adatto contribuisse fortemente a rendere più acute le sofferenze dei soldati. “Gli uomini della 12a divisione, ad esempio, portavano ancora all’inizio del terribile inverno russo, le uniformi indossate all’inizio della campagna” Il comando si limitò a consigliare di imbottire le divise con dei giornali, ma anche la carta scarseggiava. La fiducia nella vittoria finale non era venuta meno fra le fila della Wehrmacht. Però, così come Hitler aveva sottovalutato i sovietici, così Stalin fece lo stesso errore presupponendo che i tedeschi, con la mancata presa di Mosca, fossero in procinto di essere cacciati dall’Unione Sovietica. ⦁