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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

Autore

Pierluigi Raccagni

prof. di filosofia e storia a Milano al Vittorio Veneto, al Liceo artistico Brera, pubblicista su Corriere della Sera ( scuola), Lotta continua, Re Nudo,testate straniere,autore dispense università filosofia antica e moderna, autore romanzi storici su anni settanta ecc. Volontario carcere s. Vittore...

La vita è bella anche se si perde

Sono interista,

Detto tutto.

Non ho potuto versare lacrime,le ho versate per cose più importanti.

Ma se i giocatori piangono è inutile fare facili moralismi,chiamare in causa la debolezza dei maschi,inventarsi psicologie da curva nord sud etc.

Nella vita si può perdere di tutto,pure la salute ,non per debolezza,ma per destino.

Allora meglio pensare ai perdenti veri,quelli che soffrono,e non possono essere consolati dai soldi.

Una carezza non basta,nemmeno un sorriso,ma una visione più ampia dei novanta minuti è essenziale.

Statistiche Conversando

Il.miscuglio di violenza di cui parli rende ragione come dici alla citazione di Giuseppe Stalin.

Quella per cui una morte singola è una tragedia,milioni di morti una statistica.

Gaza,le pietre sulla Ragazza,Brescia,le stragi fasciste,tutto un programma che,in modo qualunque, ti portano a dire che tutta la cronaca quando diventa storia è statistica.

Le guerre in corso e tutte le guerre in generale entrano nella storia in modo prepotente quando il numero dei morti è di decine milioni,le statistiche vengono manipolate,le tragedie singole dimenticate.

Netanyahu è un boia teocratico e Hamas non è Arafat

L’ ormai genocidio di Gaza pone all’ opinione pubblica il quesito più semplice: perché questa vergogna?Dove vuole arrivare Netanyahu?Al mantenimento del potere,a puntellare un governo di estrema destra che inneggia morte agli arabi…..

Non basta.Israele secondo la teocrazia Sionista è l’ inverarsi del Divino nella storia,la volontà di un Dio biblico conduce al massacro.Si,è tutto strumentale,come lo è la guerra patriottica per Putin,la libertà yankee per Trump,il dio,patria per la Meloni,ma è anche il risultato di una considerazione storica: la guerra di religione è un’ ideologia di morte dove ognuno ha il suo dio del male.E Hamas,che nulla ha a che fare con l’ olp di Arafat,sta al gioco del massacro,con alle spalle i sacerdoti del crimine di Teheran.La democrazia qui non è di casa . perché ognuno crede alla Bibbia, o al Corano quale verità assoluta.Razzismo,nazionalismo,negazione dei diritti per Hamas,democrazia parlamentare per Israele che con un cambio di governo potrebbe ribaltare lo status vendicativo del vecchio Testamento.Come ha fatto Hamas con l’ Olp vincendo le elezioni.Tutto questo sulla pelle dei palestinesi,che vogliono vivere e non sopravvivere.Negli anni settanta si gridava Palestina Rossa,Palestina libera,non solo free Palestine.Ha ragione Prevert: come si fa ad essere liberi se schiavi di una verità?

I bambini di Gaza sul fondo del Sand creek

La strage degli innocenti da Erode in poi non concede tregua al tempo delle guerre.

Sono milioni i bambini che muoiono di fame,malattie,miseria guerre tutti i giorni anche qui mentre stiamo discettando

Quelli di Gaza, però,che compaiono in TV con la scodella in mano,tra uno spot e l’ altro,.mortificano il nostro essere umani fra gli animali e le piante.

Il suicidio di Israele,come titola il libro di Anna Foa, è il suicidio delle istanze progressive che fondarono lo stato di Israele: socialismo dei kibbutz,democrazia parlamentare,difesa dello stato: non certo pulizia etnica verso altri popoli come succede a Gaza.

Certo,quando senti poi che un responsabile di Hamas, è stato fatto fuori dai suoi perché gay,resti spiazzato: bene e male si equivalgono.?

Ma i bambini che c’entrano?

Perché accanirsi in questo modo per fare comprendere che loro non hanno una terra,un futuro: fagioli un po’ di acqua in attesa che Trump li faccia diventare bagnini sul resort di Gaza.

Che poi questi bimbi fra dieci anni saranno i nuovi Combattenti del Free Palestina assicura al mondo arabo la ragione del proprio odio.

Anche se per sauditi ed emirati i palestinesi possono solo pulire i loro cessi laccati d’ oro.

Si direbbe che Netanyahu massacra per non essere massacrato,ma non è così,il 7 ottobre con quello che sta succedendo, non ha nulla a che fare.

Volontà di potenza sionista,spacciata per difesa dall’ antisemitismo,un popolo per uno stato,distruggendo in modo vergognoso quel legame che esiste nella quotidianità fra arabi e israeliani.

PS Salvini ha già seminato odio e olio di ricino sulle zecche comuniste che con la loro ideologia hanno armato la mano dell’ attentatore di Washington. Lui merita una Norimberga per collaborazionismo,come tutto il governo della Meloni silente perché forse figlio del nulla.

I teologi della domenica

L’ Italia è un paese di commissari tecnici,si diceva

Poi  durante il COVID di scienziati.

Poi con le guerre di raffinati analisti politico militari.

Dall’ elezione di Leone XIV pure di teologi a tutto campo.

Nei talk show gente che a malapena conosce padre Nostro e Ave Maria sproloquia di sinodo,spirito santo , Cristo e Santi con grande sicumera e facilità retorica.

Duemila anni di storia della Chiesa,sono duemila anni di storia umana,nel bene e nel male.

E siccome se morto un papa se ne fa un altro,pure la vita cambia in continuazione.

E non si può sapere cosa è giusto che faccia un Papa se non si crede nel sacro.

E il mondo va avanti da 2000 anni in questo modo,almeno per me.

Ucraina – Russia: la vittoria ha tanti padri,la sconfitta è orfana

Adesso che Trump,ufficialmente,spinge Putin ad una pace con Zelensky, comprandosi 500 miliardi di Ucraina, morire per Kiev sembra una follia.

Siccome siamo alla normalità di un mondo malato non si è mai visto che una pace sia pattuita con la pistola puntata alla testa del più debole, per giunta aggredito e assolutamente ritenuto secondario visto che non partecipa ai colloqui.

Fronte interno e militare vanno insieme appassionatamente se vinci, se stai perdendo la guerra è ovvio che inizino le divisioni interne: succede anche in Ucraina,ragazzi.

Ed è’ successo in tutte le guerre grandi e meno grandi per puro spirito di sopravvivenza.

Le ultime news che parlano di pace sono fuori,per ora,da un protocollo credibile.

La pace di Putin sul Mar Nero,con bombardamenti compatibili con gli ammonimenti di Trump e l’ acqua allo gola di Zelensky è già stata violata.

Ad esempio.

Una tregua che preveda che i territori ucraini e quelli russi occupati diventino  oggetto di scambio, così che i russi liberatori del Donbass ridiventino aggressori e gli ucraini, che colpiscono con la missilistica le regioni russe rimangano difensori, al momento è un ragionamento troppo logico e di buon senso.

Tutto questo, potrebbe verificarsi dopo una tregua, una cessazione del fuoco, l’inizio di negoziati di pace sotto egida Onu, compreso referendum fra la popolazione colpita, che oltre all’idealismo deve fare i conti  con i propri morti ,la propria fame, le proprie speranze.

Un trentottesimo parallelo coreano,Trump ci pensa a suo modo,Putin no,credo che voglia sottomettere l’ Ucraina per vendicare la sua strategia perdente.

La proposta di pace di Putin è vergognosa: si è accorto che la guerra è un’ operazione speciale piena di cadaveri,la sua pace è la sconfitta dell’ Ucraina perché la tregua di cui parla è un netto rifiuto delle indicazioni di Zelensky.

Ed è punitiva per chi ha voluto resistere alla violenza degli invasori.

Invece,come ricordato da vari analisti, lo Zar che voleva vincere la guerra in tre giorni,arrestare o uccidere Zelensky,annientare l’ Ucraina come nazione- stato,ora è impantanato in una vittoria di Pirro,strategicamente persa.

A questo punto la meglio gioventù ucraina e russa hanno una tentazione della coscienza normale:scappare da una guerra a 18 – 25 anni è sano, ma come fai a spiegarlo a chi ti considera traditore?

Renitenza alla leva,diserzione,imboscamento,autolesionismo,… l’ importante in guerra è portare a casa la pelle.

Ucraini e russi non reclamano altro che tornare a casa,anche se Putin spinge,e meno male,sullo scambio dei prigionieri.

La pace senza giustizia è una vergogna che genera altri lutti,dice il papa.

Sinistra divisa su guerra,pace e referendum

Girando per le piazze di Milano è difficile trovare banchetti per i cinque quesiti referendari voluti dal sindacato.

Perché se sulla cittadinanza da ottenere per i migranti, non dopo dieci anni,,si va insieme,sull’ abolizione del Jobs act,sulla tutela del precariato,sui contratti a termine,sulla facoltà di licenziare senza giusta causa siamo in alto mare

Tito Boeri su Repubblica spiega che la pistola referendaria è caricata ad acqua.

Per il semplice motivo che la legislazione sul lavoro e stata modificata in senso negativo per i lavoratori,proprio dalla sinistra dopo gli anni novanta.

Tutti lo sappiamo,al di là dei tecnicismi dei referendum,che una parte di quella che era la Classe operaia visto la storica tutela che questa aveva dalla sinistra, si è sentita abbandonata.

O meglio.

Diciamo che la sinistra liberale con la scelta di abdicare al welfare dello statuto dei lavoratori degli anni settanta ha spalancato le porte ad un liberismo concorrenziale che ha favorito i pescecani del padronato,non i sinceri imprenditori liberali.

Il.governo Meloni,che sul lavoro non ha nessuna idea,se non quella del lavoro nero,non andrà a votare, viaggia sul trenta per cento e si appresta a gridare al trionfo sulla astensione.

Grazie,e chi lo metteva in dubbio.

Ma la CISL che si dice galleggi sulla astensione,non è un buon segnale democratico.

Insomma la nostra sinistra,nel senso più largo è divisa su tutto: guerra,pace,Papa,e va bene la dialettica  è il sale della democrazia.

E poi?

I quesiti a dir la verità,sembrano concepiti per addetti ai lavori,in TV e nei tg meno di un minuto in media dedicato, alla giornata referendaria. ( Mediaset,Rai)

Almeno sulla cittadinanza a Salvini,La Russa,Meloni una stangata  però la devi dare.

Stragi e diplomacy

I bombardamenti continui da parte di Putin e Netanyahu  dell’ ultimo mese sotto la protezione trumpiana di finto pacificatore, significa, secondo me, che a Trump della pace in Ucraina o a Gaza interessa poco sul piano etico,al massimo una tregua per mettere a posto il Pil.

L’ appuntamento di Istanbul di  venerdì con il triangolare Zelensky,Putin,Trump è una buona notizia,niente da dire,a patto che non sia l ‘ultimo bonifico di Putin Trump per una tregua racimolata dalle delegazioni e non un percorso di pace.

Per uno che ha dichiarato al mondo intero che avrebbe risolto la questione ucraina in una settimana,perchè alla casa Bianca non c’era più Biden, perchè Zelensky era stato domato nello studio ovale, perchè Putin sembrava aprire a negoziati erano sparate; la teoria delle stragi finora è stata la sola firma di un bugiardo fascista.

Ora che le terre rare sono state messe in cassaforte Donald non vuole Putin sulla sua preda.

Così per la strage indefinita a Gaza,basta che i palestinesi rinuncino al loro stato e tutto va a posto con una deportazione di massa.

Mi fanno ridere i trumpiani italiani, che sono passati da Putin a Trump come si passa da Inter e Milan.Il vincitore detta l’agenda, Putin che si è avvicinato alla Cina rimane basito dalla guerra commericlale. vs. XI.Allora che il conto lo paghino gli indifesi, le solite e i soliti bimbi. Insomma Zelensky dovrebbe concedere il 20 per cento dell’Ucraina, sacrificare sull’altare della patria migliaia di morti, per permettere a Putin, Trump di condurre le danze del capitalismo corrotto e marcio dell’imperialismo del terzo millennio.

E a Gaza,un cimitero senza fiori per i morti né cibo per i vivi,Netanyahu prega e agisce nel nome di un governo sionista,non di un antico testamento.

Però si spera in Istanbul. E che Leone fermi Attila.

La grande Germania di AFD

Che l’ intelligence tedesca abbia esplicitamente dichiarato che i neonazisti di casa non  possono ambire a governare il paese come fosse un quarto Reich è cosa buona e giusta.

Gli alleati di Salvini,isla omofobi,razzisti,populisti,ma soprattutto anti immigrati,sono l’ apogeo della crisi della democrazia in Europa,insieme al governo della Meloni.

Solo che in Germania le stesse istituzioni si danno il compito di tutelare la Costituzione,come fosse il bene più prezioso della nazione, contrariamente al governo italiota che fa di tutto per forzare il quadro democratico uscito dalla seconda guerra mondiale con la Resistenza.

Si dirà che  per la Germania è il minimo sindacale per una nazione che ha avuto il primato del male assoluto nella storia.

Giusto.

Ma se Auf è il primo partito in alcuni lander tedeschi,se gli operai votano a destra perché timorosi della globalizzazione,se alla Volkswagen o alla Renault la classe operaia non è più classe,questo non significa che il nazismo e il fascismo debbano tornare come mentalità vincente perché socialisti e liberali democratici hanno fallito.

I Crucchi,come si dice,sono civilissimi nell’ ubbidire,ne hanno fatte così tante che, come diceva Hans Frank,boia di Cracovia,ci vorranno mille anni per dimenticare.

Ma la sinistra comunista,socialista,i veri liberali sono stati un esempio di difesa della democrazia sotto il nazismo.

Pagando caro,pagando tutto.

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