L’ ondata di 15 milioni di no alla riforma della Costituzione sulla giustizia ha gasato il campo progressista e la sinistra in generale: dopo tanti schiaffi della destra della Meloni finalmente un po’ di respiro .I festeggiamenti ,i fuochi d’artificio,i Bella Ciao dei magistrati,gli osanna e gli evviva di una parte della società civile, rinvigorita dal voto giovanile,ora devono manifestarsi in spallate decisive al governo della destra fascio leghista e forzista. Del Mastro e la Giusi Bartolozzi,e forse Santanchè sono già stati metaforicamente ghigliottinati dalla bugiarda Meloni,che fino a due giorni fa li difendeva.Che fare? Bisogna prepararsi ,si dice,in PD,Cinque stelle,Avs alla prossima campagna elettorale del 2027,quando si chiuderà la legislatura. Mi sembra, però ,un obiettivo burocratico amministrativo che non tiene conto che si vive di giorno in giorno e che con le primarie auspicate da Conte si  rischia di spaccare quel poco che unisce. La piattaforma si fa in divenire,  proseguendo la conflittualità che vuole salvare quella  Costituzione già ampiamente vilipesa.E allora,non sarebbe meglio dare battaglia per un salario minimo, per la sicurezza sul lavoro,per dare lavoro dignitoso ai giovani e alle donne,per una riduzione delle liste d’attesa nella sanità,per una politica dell’ immigrazione che cominci ad eliminare l’ Albania e decreti sicurezza,e per una politica energetica che tenga conto del caro bollette che abbatte i già bassi salari?In politica estera ,affrancarsi da Trump ,aiutare i palestinesi,pensare a un’ Europa che fermi la deriva all’ estrema destra non sarebbe meglio che continuare a farsi del male, fra russofili,russofobi,sionisti,anti giudei per puro spirito settario?. La sinistra parlamentare cosiddetta,non vincerà mai se si fermerà a festeggiare il no. Quella diffusa ,dovrebbe superare il terreno dell’ astensionismo. Tutti insieme appassionatamente: anche se è l’ eterno ritorno di un Cnl, non si può fare altro. Finché la seconda carica dello stato è un fascista, l’ antifascismo è un dovere.