Quando tempo fa il generale russo Vladimir Alekseev promise di rispettare la Convenzione di Ginevra per quanto riguarda i soldati ucraini fatti prigionieri a Mariupol nel 2022 si accese un fuocherello di speranza. In realtà pare che le promesse,come spesso accade alla cricca del Cremlino, siano state disattese con fame e torture. A quattro anni dal 24 febbraio 2024,inizio dell’ invasione russa,le anime belle del convenzionalismo pacifista intriso  di zucchero filato a questo punto hanno usato,ma non esaurito, tutto il disprezzo verso un popolo che combatte per la propria libertà. Il devi morire, delle tifoserie è stato applicato al popolo ucraino con veemenza e paternalismo.Gli ucraini sono considerati un popolo di sotto uomini,incapaci di pensare con la propria testa,sono nazisti ,sono presuntuosi al punto di andare a morire da quattro anni per una terra che non vale la libertà.Che questo lo dicano i macellai del putinismo e i propagandisti,oggi è normale.Che questo lo sostengano vecchi e giovani stalinisti  parolai italiani anti americani, come fossimo ancora nella Guerra fredda,senza un minimo di autocritica verso Putin e il suo regime, è sconfortante.Il nazionalismo è nemico della democrazia,ma anche del socialismo. E Trump simpatizza per Putin,come i macellai di Teheran.