Il prof.Ernesto Galli della Loggia folgorato sulla strada di Colle Oppio dalla donna de ferro Giorgia Meloni,si è dovuto ricredere.Sul Corsera di due giorni fa l’ unico liberale rimasto, dopo Cavour e Giolitti,insieme al contemporaneo Calenda, ha scritto che insomma il Meloni pensiero sta perdendo l’ occasione di seppellire i morti suoi e “comunisti” per una pacificazione che non abbia spirito di vendetta e revanchismo.Il prof dei prof,nomea meritata,ha capito dopo tre anni di legislatura che da noi in questo paese tragico e ridicolo allo stesso tempo, un partito di massa che vuole essere anti sinistra “comunista”, degenera nel fascismo ,o meglio nella reazione più bieca, considerando l’ opposizione socialdemocratica nemica dell’ Italia. Galli della Loggia a dire il vero per tre quarti dell’articolo non smette di ricordare che il PCI ha usato l’ antifascismo in modo spregiudicato come unico coagulante dai tempi del clerico fascista De Gasperi passando per Bettino Craxi fino a Berlusconi e ora Meloni.Si è dimenticato le stragi, le collusioni con la mafia ancora vigenti,i tentativi di golpe,il coinvolgimento di una parte degli apparati in depistaggi eversivi,il fascismo militante di idealisti nazi fascisti eredi imperituri della RSI.Anche Silvio Berlusconi era un convinto liberale,secondo molti,che si portava appresso un anticomunismo da operetta che nascondeva il più prosaico conflitto di interessi,dico io.Insomma Meloni sta sbagliando ad insultare nella sua postura comiziante la sinistra: con premierato e referendum sulla magistratura anche i padri costituenti vengono coinvolti nel trasformismo più mussoliniano che giolittiano.Il monito di Mattarella al Csm lo ha ricordato.

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