1945 FRONTE ORIENTALE : LA VENDETTA DELL’ARMATA ROSSA
Brano tratto da 1939 – 1945 il racconto della guerra giusta, vol 2 di Pierluigi Raccagni
Se sul fronte Occidentale la sconfitta delle Ardenne aveva messo fine alle ultime speranze dei nazisti, sul fronte orientale l’arrivo dell’Armata Rossa diede il colpo finale al Terzo Reich.
il 12 gennaio del 1945, dopo mesi di preparativi curati nei minimi particolari, fu lanciata un’altra gigantesca operazione per portare i sovietici a 65 chilometri da Berlino.
Il gruppo delle armate russe di Konev, partendo dalla testa di ponte di Baranov, sull’alta Vistola a sud di Varsavia, puntò sulla Slesia.
Più a nord le due armate di Zukov attraversarono la Vistola a nord e a sud di Varsavia che cadde il 17 in gennaio.Più a nord ancora due armate sovietiche percorsero velocemente la Prussia orientale in direzione di Danzica.
Fu quella la più grande offensiva russa della guerra: Stalin in Polonia e nella Prussia orientale stava impiegando 180 divisioni
L’operazione “Vistola – Oder”, che ebbe inizio il 12 gennaio, vide, infatti, 6 milioni di sovietici fronteggiare 2 milioni di soldati tedeschi.
Non c’era partita.
Accanto a pochi reparti tedeschi ben armati c’erano al fronte reggimenti di coscritti formati da giovanissimi e di vecchi volontari. Questi avevano poche armi, pochi carri armati, ma soprattutto poco carburante.
Riassumiamo il piano sovietico per la spallata finale alla Germania:
1.il primo fronte ucraino iniziò la campagna il 12 gennaio e in due settimane riuscì a infiltrarsi in Slesia;
2.il primo fronte bielorusso di Zukov attaccò il 14 gennaio spazzando in due settimane le forze tedesche dalla Polonia;
3.il 29 gennaio Zukov si fermò sulle rive dell’Oder,in vista di Berlino.
In quelle tre settimane di gennaio, sul fronte orientale,si svolsero battaglie di una ferocia inaudita, come mai si era visto in Europa.
Il furore dell’Armata Rossa era distruttivo e vendicativo.
Non è possibile tacere sul trattamento che i sovietici riservarono alla popolazione tedesca.
Le donne vennero stuprate in massa nella Prussia Orientale, ma anche in tutte le città conquistate dall’Armata Rossa.
Scrisse un tenente russo addetto alle comunicazioni:
“ Tutte le strade erano gremite di vecchi, donne, bambini, grandi famiglie che procedevano con lentezza verso ovest su carri e veicoli, oppure a piedi. Le nostre truppe – carri armati, fanteria, artiglieria, trasmissioni – li raggiunsero e si fecero largo spingendo i loro cavalli e i loro carretti nei fossati di fianco alla strada; quindi, migliaia di loro costrinsero vecchie e bambini a mettersi da parte, e dimenticandosi del loro onore, del loro dovere e delle unità tedesche in ritirata, saltarono addosso alle donne e alle ragazze. Le donne – madri e figlie – giacevano a destra e a sinistra della strada principale e di fronte a ciascuna di loro c’era una banda di uomini che ridevano con i pantaloni abbassati. Quelle già coperte di sangue e che stavano perdendo coscienza venivano trascinate via: i bambini che cercavano di aiutarle venivano fucilati. Si sentivano risate, urla, irrisioni, strilli e lamenti…
…Era soltanto una diabolica infernale orgia di gruppo”.
Cfr.Antony Beevor,La seconda guerra mondiale, Milano, 2013, pag 865Icomandi sovietici erano al corrente di quello che stava accadendo sul fronte Orientale: non solo in Germania, ma anche in Jugoslavia, in Ungheria: dove passava l’Armata Rossa erano distruzioni insensate,crudeltà di ogni genere verso la popolazione civile, tutta quanta considerata collaborazionista delle stragi naziste in Urss.
Quando Giuseppe Stalin fu informato del comportamento dei soldati dell’Armata Rossa, così rispose a Milovan Gilas, comunista jugoslavo:
“Lei hai letto Dostoievskij, vero? Ha visto quanto è complicato l’animo umano, la psiche? Bene, immagini allora un uomo che ha combattuto da Stalingrado a Belgrado, attraverso migliaia di chilometri della sua terra devastata, fra i cadaveri dei suoi compagni e dei suoi cari.
Come potrebbe reagire normalmente quest’uomo? E cosa c’è di così terribile se, dopo tanti orrori, si diverte un po’ con una donna? Lei aveva idealizzato l’Armata Rossa, ma l’Armata Rossa non è ideale e non può esserlo…L’importante è che stia combattendo contro i tedeschi…”.
Richard Overy, Russia in Guerra, 1941- 1945, Milano 2003, pag 270.
Stalin non ordinò nessuna vendetta verso la popolazione civile, ma considerava stupri e massacri di donne un “ divertimento”, che uomini stanchi di aver combattuto duramente, potevano pure prendersi…

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