Sono migliaia i ragazzi in Italia che vivono isolati in una stanza,non perché segregati da genitori crudeli,ma per propria volontà.

Hikikomori non è una malattia riconosciuta, è un termine giapponese che indica una fuga dalle relazioni sociali,che sfocia in una depressione che ti porta a dormire 10 ore al giorno,come  in tutte le depressioni d’altronde.

Perché di notte stai sul computer,sui videogiochi,sulle chat no,vuoi isolarti.

Gli esperti in disturbi mentali parlano di ansia,rifiuto del giudizio altrui,scappatoia per evitare stress,confronti con gli altri.

Marco Crepaldi,psicologo,presidente associazione Hikikomori parla di un malessere profondo,pericoloso drammatico.

Comincia dall’abbandono scolastico per rifugiarsi in famiglia,poi dalla rottura coi genitori che ti spronano a reagire,quindi nell’ isolamento esistenziale per mesi,anche per anni.

È patologia da paesi  del primo mondo dove puoi mangiare senza lavorare,dove puoi stare mesi anche senza fare niente.

Un altro dei malesseri di una gioventù per noi anziani,vecchi boomer,  non intercettabile con il senso comune.

E non basta dire andate a lavorare.

Fosse così semplice avremmo risolto il profondo disagio giovanile.