Il 6 agosto 1945 il fungo atomico di Hiroshima ,bomba all’ uranio,e il 9 agosto a Nagasaki,bomba al plutonio, posero fine alla seconda guerra mondiale: 210.000.morti evitarono lo sbarco in Giappone che all’ America,secondo gli analisti,sarebbe costato 500.000.morti.
Donald Trump recentemente ha dichiarato che attaccando l’ Iran gli Stati Uniti hanno posto fine alla guerra Israele – Iran.
Il parallelismo è pura retorica e propaganda,ma la cultura che ne deriva è quella che una bomba ben confezionata quasi nucleare accorcia la vita a molti,ma ne salva molti altri: insomma fa finire una guerra.
Hiroshima e Nagasaki,la radioattività,la pioggia sporca dal cielo,sono comunque un tabù anche per Putin e Trump.
Grazie a Stalin che nel 1949 doto’ l’ Urss della prima arma nucleare, inaugurando la guerra fredda per necessità,in qualche modo il “vorrei ma non posso” disgustoso e criminale,ha escluso l’ Apocalisse.
L’ Olocausto atomico rimane l’ ultima spiaggia,disabitata per ora, dell’ imperialismo: gli accordi fra Usa e Urss di de – escalation della proliferazione nucleare hanno retto nonostante il teatro delle minacce.
Proprio in questi giorni ,ad esempio,alle minacce di Putin agli Usa di intervento nucleare in Bielorussia compatibile con le nuove tecnologie,ha risposto Trump con il riposizionamento della missilistica di due sommergibili atomici vicino alla Russia
Si gioca con il fuoco e intanto si ammazza con sollievo morale con droni,missili e armi da terzo millennio.
La radioattività terrorizza la popolazione oggetto di bombardamenti para nucleari .
Nessuno può fare finire tutto questo in breve tempo,se non l’ autocoscienza di voler continuare a vivere.
L’ insegnamento del ricordo della Bomba è entrato in crisi?

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