Nel 1898 a Milano,non a Gaza,Bava Beccaris,poi premiato da Umberto I di Savoia come Salvatore della patria,fece sparare sulla folla in cerca di cibo sostenendo che era in atto una sommossa anarco socialista.

E solo un esempio nostrano,ma c’è ne sono migliaia,di come gli eserciti non amino troppo la gente che chiede pane.

L’assalto ai forni di manzoniana  memoria è un classico di un esercito che non vuole che il nemico sia in grado di combattere,per cui non mi stupisco.

Invece il ministro israeliano della sicurezza nazionale i.Ben Gwir,che vuole sospendere gli aiuti umanitari ai palestinesi fino al loro annientamento,è l’ esempio più autorevole che Netanyahu e soci dovrebbero finire in una galera come criminali di guerra.

Le prove documentarie dei massacri di uomini e donne palestinesi che si azzuffano per un piatto di minestra e che hanno già lasciato sul terreno 500 morti  le avrà proprio l’ IDF,che fa finta di niente.

  I cecchini israeliani sono implacabili nel cercare il bersaglio fra i proletari palestinesi che si recano agli hub per cercare cibo.

Sparare sugli ultimi,sterminarli senza pietà, per gli israeliani ortodossi,per i coloni,per la destra nazi-sionista è compito sacro scritto nel libro del Deuteronomio ( 7,6) della Bibbia, dove si invita ad amare Israele e il suo popolo e a odiare gli altri popoli,come ricorda giustamente Vito Mancuso sulla Stampa.

Umiliare il nemico al punto di inquadrare nel mirino la folla con la gamella o la mano tesa in cerca di cibo è sinonimo di volontà di potenza e fallimento totale degli assassini  come esseri umani.

Ma è anche la missione che il fondamentalismo israeliano e Sionista ha conferito alla soluzione finale del popolo palestinese.

Poi c’è il fondamentalismo nazi islamico di Hamas e governo iraniano.

Foto autorizzata