Girando per le piazze di Milano è difficile trovare banchetti per i cinque quesiti referendari voluti dal sindacato.
Perché se sulla cittadinanza da ottenere per i migranti, non dopo dieci anni,,si va insieme,sull’ abolizione del Jobs act,sulla tutela del precariato,sui contratti a termine,sulla facoltà di licenziare senza giusta causa siamo in alto mare
Tito Boeri su Repubblica spiega che la pistola referendaria è caricata ad acqua.
Per il semplice motivo che la legislazione sul lavoro e stata modificata in senso negativo per i lavoratori,proprio dalla sinistra dopo gli anni novanta.
Tutti lo sappiamo,al di là dei tecnicismi dei referendum,che una parte di quella che era la Classe operaia visto la storica tutela che questa aveva dalla sinistra, si è sentita abbandonata.
O meglio.
Diciamo che la sinistra liberale con la scelta di abdicare al welfare dello statuto dei lavoratori degli anni settanta ha spalancato le porte ad un liberismo concorrenziale che ha favorito i pescecani del padronato,non i sinceri imprenditori liberali.
Il.governo Meloni,che sul lavoro non ha nessuna idea,se non quella del lavoro nero,non andrà a votare, viaggia sul trenta per cento e si appresta a gridare al trionfo sulla astensione.
Grazie,e chi lo metteva in dubbio.
Ma la CISL che si dice galleggi sulla astensione,non è un buon segnale democratico.
Insomma la nostra sinistra,nel senso più largo è divisa su tutto: guerra,pace,Papa,e va bene la dialettica è il sale della democrazia.
E poi?
I quesiti a dir la verità,sembrano concepiti per addetti ai lavori,in TV e nei tg meno di un minuto in media dedicato, alla giornata referendaria. ( Mediaset,Rai)
Almeno sulla cittadinanza a Salvini,La Russa,Meloni una stangata però la devi dare.

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