1945 NEL BUNKER DEI MORTI VIVENTI

Brano tratto da 1939 1945 il racconto della guerra giusta volume II di Pierluigi Raccagni

La sera del 26 aprile i soldati sovietici erano a pochi metri da Alexander Platz, cuore della città.

La cancelleria del Reich a quel punto distava solo un chilometro.

Il clima era strano: depresso e euforico allo stesso tempo. Chi aveva scelto di restare nel bunker, era come avesse scelto

l’Inferno con grande soddisfazione.

Addirittura a tenere compagnia al Fṻhrer arrivò inatteso il generale della Lutwaffe, Ritter Von Greim con la sua affascinante collaboratrice e compagna di vent’anni più giovane, l’asso dell’aviazione e pilota collaudatrice Hanna Reitsch.

Avevano affrontato un rischiosissimo volo da Monaco per stare vicino a Hitler, che, generoso con chi condivideva la sua macabra idea di vita e di morte, lo nominò feldmaresciallo al posto di Göring.

Dal bunker, insomma, veniva un’energia incredibile dalla

follia di Hitler, tutto era sconcertante come in una caverna mortuaria.

Greim, grande ammiratore di Hitler, addirittura disse che bisognava avere fede e le cose sarebbero mutate.

Il 28 arrivò la notizia che Mussolini e la Petacci erano stati appesi a testa in giù a Milano, dopo essere stati uccisi dai partigiani.

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Hitler decise di legalizzare la sua relazione con Eva Braun, dopo aver dettato il suo testamento politico, che non aggiungeva nulla di nuovo alle solite farneticazioni dei primi Anni Venti.

La cerimonia del matrimonio fu celebrata da un impiegato chiamato in tutta fretta nel bunker.

Goebbels e Bormann fecero da testimoni, verso l’1,50 del mattino del 29 aprile del 1945 furono fatte le congratulazioni alla nuova famiglia Hitler.

Lui che era stato sposato solo alla Germania ora aveva contratto matrimonio con Eva Braun, la sua missione era quindi finita, non c’era altro che da preparare la propria morte.

Hitler aveva detto tante volte che non voleva essere esibito come prigioniero allo zoo di Mosca.

La notizia di piazzale Loreto a Milano, lo aveva convinto che la cosa migliore fosse la morte.

Le truppe sovietiche avevano intanto occupato la Postdamer Platz.Alle 14 Hitler pranzò in compagnia delle sue segretarie e della cuoca.

Quindi salutò i suoi intimi collaboratori e si ritirò nella sua stanza.

Adolf Hitler morì tra le 15,15 e le 15,45 di propria mano, come sua moglie Eva, nel bunker principale sotto la cancelleria.

Come realmente sia morto è stato oggetto di migliaia di congetture.

Non vale la pena soffermarsi in questa sede.

Per lui nessuna gloria, nessuna vicenda wagneriana: solo il suicidio di un criminale, di un piccolo caporale, che causò la più grande tragedia dell’umanita’.

Il 2 maggio la battaglia di Berlino ebbe termine.

La guerra in Europa era finita.