In Ungheria la situazione era stata presa in mano dai nazisti con la sostituzione del governatore generale ammiraglio Horthy, fascista e filo nazista, che, però, voleva uscire dall’Asse. Al posto di Horthy, a difendere la città fu nominato  il dittatore delle Croci Frecciate Szalasi, che non aveva di certo l’appoggio della popolazione.Quando nel dicembre del 1944 il maresciallo Rodion Malinovslij, strinse la sua morsa attorno alla capitale ungherese, con massicci bombardamenti, gli abitanti della capitale si spostarono verso Buda sotto il fuoco massiccio degli aerei sovietici, che non facevano sconti a chi resisteva all’avanzata dell’Armata Rossa.Alla fine di dicembre una controffensiva del 4° corpo Panzer delle SS sferrò un attacco improvviso contro i russi.I tedeschi, allora, si arroccarono nel castello di Buda, che era più facile da difendere.n tutto questo caos Budapest era nelle mani di un fascista antisemita psicopatico quale Szalasi, che non sapeva più come salvare la pelle.tler, quando pretese che la città fosse difesa,  fino all’ultimo uomo, aveva a disposizione circa 50.000 soldati tedeschi e 40.000 soldati ungheresi che, in gran numero preferivano disertare o riunirsi ai russi, piuttosto di combattere una battaglia persa.Da qui la tragedia della città di Budapest.Perché le Croci Frecciate, più che combattere i tedeschi, si diedero allo sterminio degli ebrei che erano stati chiusi nel ghetto a morire di fame. A Budapest, dove virtualmente non esisteva più un governo, gli uomini della Croce frecciata si abbandonavano a follie assai pericolose…… pratica il potere era detenuto da bande di giovani fascisti agli ordini di psicopatici di mezza età.Per l’intera durata dell’assedio instaurarono un regime di terrore quale si era visto raramente in Europa dopo il Medioevo.”Cfr.Frederick E. Werbell e Thurston Clarke, Wallenberg, Milano 1987, pag.153i è da aggiungere che Adolf Eichman, che aveva raggiunto Budapest per deportare gli ebrei e continuare la sua opera di bonifica del giudaismo, come deciso dalle direttive della “ soluzione finale”, aveva lasciato la capitale ungherese il 23 dicembre del 1944, anche se aveva giurato di aspettare l’arrivo dell’Armata Rossa per combattere fino all’ultimo uomo. suo lascito era stato chiaro: non un ebreo doveva lasciare vivo il ghetto.a dopo il 24 dicembre le truppe russe raggiunsero la periferia di Buda: Budapest era accerchiata.aoul Wallenberg, ambasciatore svedese, ingaggiò un’eroica battaglia legale, politica e umanitaria per salvare quanti più ebrei fosse possibile dagli eccidi indiscrimati dei nazisti delle Croci Frecciate.” Il diplomatico svedese Roul Wallenberg, rimasto intrappolato a Budapest tentò di arrestare i massacri degli ebrei, avvertendo i comandanti tedeschi che ne sarebbero stati responsabili. Le uccisioni continuarono, tuttavia e a volte morirono anche gli agenti della polizia ungherese mandati a proteggere gli ebrei. Alla fine Wallenberg fu assassinato dai russi. “fr.Max Hastings, Inferno, il mondo in guerra, 1939 – 1945,Milano, 2012 pp.748-749