Estratto e book 1940 la guerra dei caporali nazifascisti di Pierluigi Raccagni gratuito dal 19 marzo al 23 c.m

QUISLING IL FASCISTA

Il 21 aprile 1940 i tedeschi intimarono ai norvegesi l’accettazione di un’am- ministrazione tedesca.

Vidkun Quisling, simpatizzante fascista locale, diventò primo ministro della tranquilla Norvegia.

Interessante la storia di questo signore nato nel 1887, di ceto contadino, che frequentò l’accademia militare norvegese con spirito di intrapren- denza carrieristica.

Neppure trentenne venne mandato a Pietroburgo quale addetto mili- tare: nella terra di Lenin si mise in luce difendendo gli interessi della classe Gran Bretagna, la sua opera di mediazione gli fruttò il riconoscimento della commenda dell’Impero britannico.

Poi si esaltò per la rivoluzione bolscevica e quando ritornò ad Oslo volle organizzare una “guardia rossa”.

Il progetto venne respinto, così si rivolse all’altra parte.

Dopo essere stato ministro della difesa creò l’Unione nazionale, un raggruppamento di chiara matrice fascista.

Ottenne 200.000 marchi dal Führer, sul quale aveva fatto un’ottima im- pressione già dagli Anni Trenta.

Quisling è il tipico personaggio, lo vedremo anche con Pierre Laval in Francia, che per arrivismo, superficialità e balordaggine intellettuale, si mise coi gangster nazi-fascisti.

Quando re Haakon VII e il parlamento norvegese si rifugiarono al Nord della Norvegia, il nostro contadino emancipato dal nazismo si proclamò primo ministro.

Quisling era il servo dei nazisti in Scandinavia sia perché conosceva Rosenberg, che aveva incontrato a Lubecca, sia perché faceva la spia per conto dei tedeschi.

L’ammiraglio Raeder, che sovrintendeva per la Germania la situazione nel Mar Baltico, così annotò un suo incontro con Quisling: “Quisling ha affermato (…) che gli inglesi si propongono di sbarcare nei pressi di Stavanger e che l’attuale governo norvegese (…) il parlamento e tutta la politica estera sono controllati dal noto ebreo Hambro, grande amico di Hore-Belisha (…)

Sono stati illustrati in ogni particolare i pericoli derivanti per la Germania da una occupazione britannica”.

Cfr. William L. Shirer, Storia del Terzo Reich, Torino, 1962, pag. 1035