Avevo 27 anni quando ero il professore di Fausto Tinelli al liceo artistico di via Hajech.

Oggi ne ho 75…e sono ancora il suo professore.

Nessuno mi può espropriare,non tanto di un titolo professionale,,quanto della stima che ho sempre avuto per il proletariato giovanile di quegli anni.e oltre.

Finalmente,pare che anche grazie alle sollecitazioni dell’ Associazione familiari,la procura voglia vederci chiaro su quella brigata Anselmi di Roma in trasferta a Milano il 18 marzo,due giorni dopo Moro,allo scopo di scatenare la guerra civile,sparando a due ragazzi di aspetto gauchista che andavano ad un concerto di blues.

Il duplice delitto è fascista,senza se e senza ma.

Spero che oggi il ricordo di Fausto e dell’ amico Iaio avvenga come da protocollo: testimonianze di amici,parenti,compagni,genitori gente comune che ami il giro armonico del.blues,come inno alla libertà.

Sulla questione sono stati scritti libri e articoli a valanga.

Ringrazio tutti di cuore,la retorica non serve,il cordoglio,invece è eterno.

Nb non bisogna dimenticare,per essere onesti,proprio con noi stessi, che si evita di parlare di pace e di guerra per stare più uniti.