Agli esami di terza media,prima della riforma della media unica voluta dai socialisti,le prove d’ esame erano così distribuite se non ricordo male.

1.Prova di italiano

2.Traduzione dall’ italiano al latino

3 Traduzione dal latino all’ italiano

4 Prova di matematica

5 Prova di francese…

Per la precisione ricordo che la prova dall’ italiano al latino era così concepita nella scuola che frequentavo:

Testo italiano

Analisi logica

Analisi del periodo

Traduzione latina

Quella era l ‘ esame di una scuola classista,chi andava alle medie sarebbe andato alle superiori,il proletariato giovanile si fermava alle commerciali e poi andava a lavorare.

Le proposte di Valditara di studiare  la storia di Italia,latino dalla seconda media per chi vuole,non sono sconvolgenti: tutto questo c’è da sempre.

Eneide ,Odissea,favolismo biblico testamentario,Buona novella, storia greco romana erano basi della scuola che Gentile aveva confezionato per la classe dirigente.

Una scuola selettiva.

Riproporla  non è una porcheria passatista.

Antonio Gramsci apprezzava quella scuola,tutto il mondo socialista e liberale rispettava quella scuola.

Pure noi quattordicenni eravamo incantati,ma anche annoiati, dalla storia dei greci,romani,del Medio evo rinascimento,fino all’ Ottocento dei padri del Risorgimento.

Ma riproporla come fa il governo Meloni –  Valditara,come fosse la riappropriazione di una cultura sbancata dall’ estremismo della cultura woke,  adeguando Caviano e abbandono scolastico alla cultura umanistica, è l’ ennesimo triste episodio di chi non vuole vedere che l’eurocentrismo culturale in una società multietnica non sta in piedi.

Certo,Galli della Loggia non ha torto: non si può sapere tutto,di tutti i paesi e continenti,diventa il Google dei saperi.

Voler restaurare una scuola seria perché classica vs la scuola critica è una contrapposizione sterile, però,e passatista ante 68′

Il Censis ci dice che l’ ignoranza impera…per un numero di italiani rilevante  Mazzini è stato un presidente del consiglio del secolo scorso….

Forse  è meglio che i giovani studino le condizioni storiche della nostra civiltà, per poi aprirle ad altre suggestioni culturali di altri mondi,che non vuole dire andare su Marte.