L’espressione ” Vittoria mutilata”, coniata da Gabriele d’Annunzio nel 1918 e adottata da revanchisti e nazionalisti, per denunciare la mancanza di compensi territoriali che spettavano all’Italia dopo il patto di Londra del 1915 con il quale l’Italia passò dalla Triplice Alleanza con Germania e Austria alla Triplice intesa con Francia e Inghilterra, diede il via al fascismo vs le potenze liberali e colonialiste dell’Europa ( Francia e Inghilterra).

Poi arrivò la Germania di Hitler, che  denunciò sempre la pace di Versailles come una pugnalata alla schiena da parte dei traditori di novembre, che si erano arresi alla Francia e al Belgio ( colpa di ebrei ricchi e comunisti poveri).

Erano menzogne,i tedeschi avevano perso la guerra sul campo,gli italiani avevano buttato 600.000 morti sull’altare del nazionalismo e dell’ imperialismo in una Grande guerra patriottica fatta con la carne di contadini e operai.

Scrivo questo per ricordare che siamo in un contesto che ricorda che l’odio verso la democrazia nel secolo scorso ha il suo movente nelle mire espansionistiche dei vari nazionalismi e imperialismi ( oggi Israele,Russia,soprattutto,visto come vanno le cose)

La futura pace è già mutilata in partenza: l’ Ucraina dovrà lasciare la Crimea,la Palestina parte di Gaza,ipotesi ad esempio.

Mentre la voglia di essere giusti, santi, belli, in pace con l’universo, sembra essere monopolio di Trump e pure di Putin che hanno in testa un nuovo mondo basato su mutati rapporti di forza che vedono soccombere parzialmente la democrazia, totalmente la cultura socialista e la libertà ovunque.

Non sarà Trump a far finire la guerra, se gli ucraini resistono le lapidi si moltiplicheranno, se vincono i russi pure e di più.

Ci credo che prospettare la fine della guerra sia una cosa bella, bisogna vedere quanto costa la pace.

Nell’ arte globale dell ‘ inganno.