Alla fine  degli anni novanta Tony Blair decretò l’ estinzione della lotta di classe,nello stesso anno,1999,Bauman,constatando che la classe operaia si era ridimensionata in favore del terziario,avvertiva la nascita di una società liquida con contraddizioni non più rigide fra proletariato e borghesia.

Dopo 25 anni,invece,si riparla de ” “Le Classi sociali in Italia,oggi” come recita il titolo del libro di Pier Giorgio Ardeni che riprende gli studi di Sylos Labini di 50 anni fa nel ” Saggio sulle classi sociali”.

Niente di nuovo perché Marx non può essere liquidato: come scriviamo da una vita le disuguaglianze sociali rimangono profonde, se si pensa che con i salari  fra i più bassi di Europa in Italia abbiamo ritrovato quello che oggi si chiama neo proletariato: circa il 42 per cento della popolazione.

Ogni mese i poveri assoluti aumentano, così come aumentano i lavoratori poveri,siano essi salariati ,sia giovani autonomi o partite Iva.

Sono questi i temi dello sciopero indetto da CGIL e UIL e sindacalismo di base vs il governo Meloni,che sbandiera il cuneo fiscale come il minore dei mali,oppure quasi il bene assoluto.

Uno sciopero che giustamente è un incitamento alla rivolta davanti a ingiustizie crudeli verso i lavoratori meno garantiti, più disagiati,di solito stranieri,ma anche verso gli operai che non ci saranno più come soggetto politico portante il cambiamento radicale in senso marxiano,ma devono pure campare comprando telefonini e pasta per i figli.

I tentativi di Blair,poi di Veltroni e Renzi in Italia di eliminare il comunismo delle dittature e dei dogmi,se ha voluto dire liquidare il marxismo in toto ha cannato tutto.

Lasciare che la Meloni e il corporativismo fascista si occupino dei disgraziati non è un errore della sinistra fru fru, è una resa senza precedenti.