Imboscati,rinnegati,traditori,  in Ucraina e Russia,si interrogano sul senso della guerra,in attesa che Trump,Putin,Zelensky si mettano d’accordo per la pace.

Ex Ufficiale russo dice che nel 2022 Putin era pronto per un attacco atomico,non era pronto a fare la pace?

Inganno,bugia,fake ?

Eppure a Kiev,a Maidan,si ritrovano in migliaia a commemorare i propri caduti,a dire ai giornalisti di essere stanchi della guerra,ma nel contempo di non voler svendere la lotta per l’ indipendenza della propria terra.

Le manifestazioni degli oppositori alla guerra di Putin si ritrovano anche essi a commemorare i propri morti,ma vengono puntualmente arrestati, se vogliono la pace.

Chi sta in prima linea,in tutte le guerre. pensa forse che il sottoufficiale addetto alla posta sia un raccomandato.

Figuriamoci in una situazione come in Ucraina,dove  è possibile che ragazzi e non, costretti e coscritti in prima linea, pensano che l’amico d’infanzia paesano sia un raccomandato che si è imboscato nelle retrovie, oppure che al macello ci vanno  i poveracci,come sempre.

Il “pensar male si fa peccato, ma qualche volte ci si azzecca”, non stupisce in questi casi.

Esaltare la resistenza ucraina alla violenta aggressione putiniana che ha disgregato una nazione, non vuol dire tacere e ignorare le contraddizioni e le lacerazioni che si riproducono in” seno al popolo”.

Se nonostante tutto i missili ti piovono sulla testa, mentre stai facendo la spesa, un moto di ribellione è naturale.

Le migliaia di ucraini andati volontari al fronte non sono guerrafondai al servizio della Cia.

Il determinismo di queste mie semplici osservazioni, non è cinismo da sconforto: la realtà di una guerra,anche di legittima difesa, contiene l’orrore della morte,della fame e della miseria.

E anche di tanto coraggio.