Il giovane Hegel, illuminista secondo interpretazione manualistica, scoprì nel cristianesimo e “nell’ama il prossimo tuo come te stesso” una dialettica che superava l’antinomia kantiana di finito – Infinito.
Proprio perchè l’altro è un ostacolo, proprio perchè il prossimo mi si si pone in antitesi,è possibile disattivare l’alienazione con quello che il filososfo chiama aufhebung, superamento della contraddizione nel negativo del negativo.
La negazione è vedere nell’altro il nemico, la soluzione è negare la prima affermazione, il positivo sta nel far sì che l’autocoscienza della ragione, cioè la consapevolezza del dover essere, venga accettata nell’alterità dell ‘altro da sè.
Non bisogna dimenticare che Hegel nella Fenomenologia sostiene che la guerra di tutti contro tutti è il corso del mondo e che, come spesso amaramente ricordato, i libri di storia senza guerre sono libri con le pagine bianche.
Quindi non basta, secondo Hegel, la morale kantiana che invita a considerare l’altro non sempre come un mezzo, ma anche come un fine
. E’ nello spirito oggettivo, le istituzioni dello stato borghese, che morale e diritto trovano la sintesi. Cosa che Marx criticò duramente.

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