La frase “l’uomo è misura di tutte le cose” che fa compagnia al “panta rei “eracliteo fu oggetto di critica da parte di Socrate e Platone.

Secondo la metafisica di Platone, infatti, il bello, il giusto, il santo e il vero, le idee in sè, non possono essere la sommatoria empirica e democratica della soggettività senziente. Esiste un giusto in sè, un bello in sè, che è frutto di ricerca, ma anche di intuizione intellettulae noetica.

Oggi ha vinto il relativismo eracliteo.

Nelle varie baruffe parolaie e mediatiche ci si basa più sull’arte della persuasione attraverso le parole,che sull’arte del ragionamento: in fondo i grandi demagoghi del secolo scorso, Adolf Hitler e Benito Mussolini, non solo erano convinti che la folla femmina fosse da dominare, ma che la teatralità della comunicazione è decisiva nella ricerca del consenso.

Capita in ogni istante.

Salvini a Pontida cerca di convincere gli astanti che lui è un eroe, ingiustamente accusato per aver difeso i confini nazionali.

Tutti sappiamo che è una boutade orribile, ma proprio Eraclito sosteneva che ” l’uomo è misura di tutte le cose ,di quelle che sono e di quelle che non sono.

Se io sento caldo per mè sarà caldo, anche se la temperatura si avvicina allo zero?

Sì, ma il modo di superare la soggettività della temperatura sta nel provarla, in questo caso si affaccia la quantita oggettiva, al posto della qualità soggettiva.

Infatti, quando si discute su guerra e pace la quantità dei morti ci invita a prendere posizione: 49.900 morti a Gaza sono più di 1.800 morti del raid del 7 ottobre di Hamas.

Solo che Hamas non riconosce in Israele nessuna verità,così Israele in Hamas.

La verità allora dove sta?

Per secoli il credere è stato il criterio della verità oggettiva, quella soggettiva era delegato al singolo, la ricerca dell’universale non era cosa per le masse.

Poi fortunatamente è arrivata la vituperata società di massa con le sue rivolte e rivoluzioni.

Oggi coi social, i referendum,le statistiche,il parere della maggioranza si avvicina a quello che si accetta come verità del momento, più in là non si puo andare e questo bisogna accettarlo come progresso della democrazia.

Per finirla con il tormentone plurisecolare: sono le leggi dello stato e degli stati che determinano lecito e illecito al di là delle sensazioni eraclitee.?

Quindi siamo nel campo della convenienza delle convenzioni.

Certo che se passasse un referendum sulla castrazione chimica io la legge non l’accetterei.

Si dovrebbe legiferare nel bene, non nel male e poi il PANTA REI ERACLITETO ci assolve all’infinito.