I liberali italiani portarono il fascismo al potere cominciando proprio da Casa Savoia.
Benedetto Croce,che aveva firmato il manifesto antifascista,il vecchio Giolitti, che si era opposto alle gazzarre dannunziane,furono messi in minoranza da industriali e agrari,che evidentemente vedevano in Mussolini il Salvatore della patria.
Vittorio Emanuele III,detto Re sciaboletta,lo adorò fino al 25 luglio quando i liberali di corte, e non solo, ritornarono antifascisti per salvare l’argenteria.
In Germania Hindenburg e Franz von Papen liberali monarchici,accettarono il nazismo,meglio nazi che rossi.
Ma non tutti i liberali erano così ruffiani con i nazifascisti.
I liberali inglesi,ad esempio,erano fortemente anticomunisti,ma radicalmente antifascisti, come Sir Winston Churchill che applaudì Mussolini,ma lo detestò quando questi si alleò con Hitler.
Un partito gollista in Italia, tanto per andare in Francia, non c’è mai stato.
Silvio Berlusconi,che voleva costruire un partito liberale di massa, è inciampato nel G8 di Genova,in Eluana Englaro,e poi pure nella Lega e Fratelli d’ Italia. Tutti lo sappiamo, l’ anticomunismo viscerale del berlusconismo aveva poco di liberale.
Oggi la compagnia della reazione, ha portato i liberali di facciata alla guerra contro diritti costituzionali, come si evince nel ddl 1660.
Una porcheria reazionaria,parafascista e basta. Sulle carceri e diritti dei detenuti poi meglio tacere,non ci fossero i radicali e pure il Papa.
Oggi dichiararsi liberal democratici è un vezzo del politicamente corretto della destra dal volto umano.
Balle, perché quando c’è da votare la destra diventa omogenea nell’ estrema destra fascistoide.

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