Il neologismo di cui sopra coniugato dal grande filosofo Derrida  venti anni  fa è dedicato ai migranti: un misto di accoglienza ob torto  collo e ostilità   verso i processi di immigrazione.

Non riguarda solo gli italiani: fare un giro in Germania,Inghilterra,Svizzera  nord Europa,Stati Uniti etc per comprendere che l’ integrazione c’è stata,ha fatto comodo,ha contribuito all’ erario dei singoli paesi ,ma non è vista come possibilità di sviluppo e progresso in positivo.

Adesso si vogliono rivedere tutte le norme internazionali che favoriscono l’ accoglienza.

Il dibattito sullo ius scholae in Italia è l’ esempio più lampante.

Un quarto degli studenti nati in Italia da genitori stranieri non ha titolo alla cittadinanza.

Politici,studiosi,giornalisti ammettono che è un grave deficit di democrazia.

Se sei italiano di nascita,se parli italiano e pure bresciano o bergamasco non si vede perché devi aspettare che ogni due anni o cinque anni i genitori rinnovino la residenza.

Dire che non c’è posto per tutti è una menzogna: l’ Italia ha bisogno di immigrati  per via del deserto demografico, più i giovani italiani di  origine extracomunitaria studiano più tutti ne beneficiano.

Così lo ius scholae permetterebbe di non tenere nel limbo migliaia di ragazzi,che vogliono studiare in Italia perché vivono l’ Italia.

A questo proposito Auf e BsW in Germania,Vannacci,Salvini,Meloni in Italia,insieme alla demenza di Marco Russo e Diego Fusaro sono compagni di merenda dell’ ostilità mascherata da paternalismo.

Anche la sinistra su certi temi dovrebbe andare giù dura,discriminare i ragazzi è da canaglie.

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