Tratto da ‘ La guerra dei caporali nazifascisti” e book gratuito dal 5 agosto al 9 agosto di Pierluigi Raccagni

La sera del 9 maggio, Oster e Sas cenarono insieme. L’ufficiale tedesco confermò che era stato dato l’ordine definitivo di iniziare l’attacco a Occidente: “Il maiale è andato al fronte Occidentale” disse Oster a Sas. Il maiale era il Piccolo Caporale, l’imbianchino criminale, il Signore della Guerra, senza dubbio Adolf Hitler.

Peccato che dall’altra parte inglesi, francesi, belgi e olandesi non realiz- zarono l’importanza di quella informazione che fu dattilografata in questo modo:

BERLINO il 9-5-1940                        W. FA/abt. L-Nr. 22-180/40 g k CHEFS

il Führer e comandante supremo ha deciso. Giorno A l0-V   Ora X 05:35

Le parole convenzionali “Danzig” o “Augsburg” saranno date ai vari reparti della Wehrmacht il 9-V prima delle 21:30.

Il Capo dell’Oberkommando della Wehrmacht.

Keitel

Il 10 maggio: ecco il messaggio alle truppe al fronte da parte di Hitler:

“In duecento anni la Francia da sola ha dichiarato trentun volte la guerra alla Germania. Soldati del fronte occidentale, l’ora è suonata per voi. La battaglia che ha inizio oggi deciderà la sorte della nazione tede- sca per il prossimo millennio. Fate il vostro dovere. Il Popolo tedesco vi accompagna con le sue benedizioni”.

Il maiale inizierà le sue porcate dall’invasione dei Paesi Bassi.

1940. TULIPANI ROSSO SANGUE

Facili tutti i giochi di parole sulla bestialità nazista.

Sull’Olanda, però, gli aggettivi sono tutti troppo tenui per sottolineare la criminalità di Hitler.

L’Olanda del 1940 non aveva partecipato al primo conflitto mondiale, non aveva niente a che fare con le rivendicazioni territoriali della Germania, come nel caso di Danzica o dei Sudeti, aveva combattuto l’ultima guerra nel 1830: la bestialità con la quale i nazisti trattarono gli olandesi è spiegabile solo con le ragioni del maligno, più che della politica.

E il movente di tanto male lo svelò Anna Frank, come vedremo.

Per ora vediamo le mosse dei criminali nazisti contro il paese dei tulipani.

E contro la neutralità del Belgio.

Perché se i tedeschi volevano sfondare a Sedan si proponevano di invadere l’Olanda che era fuori dal vero teatro della battaglia?

Nella direttiva n.6 “per la condotta delle operazioni” il 6 ottobre 1939 erano state fornite precise disposizioni sul Belgio e sull’Olanda.

La Direttiva segreta data agli alti comandi così recitava al primo punto: “Se nel prossimo futuro, Inghilterra e Francia non si mostreranno disposte a cessare le ostilità, sono deciso, senza frapporre ulteriori indugi a passare all’offensiva.

Se attendessimo oltre, il Belgio e forsanche l’Olanda sarebbero indotti a rinunciare alla propria neutralità a beneficio delle potenze occidentali e inoltre si avrebbe un cospicuo progressivo rafforzamento militare del nemico, facendo vacillare la fede dei neutrali nella vittoria finale della Germania e dissuadendo l’Italia dallo schierarsi al nostro fianco (…)”.

Se poi si vuol essere pignoli bisogna risalire addirittura ad una circolare del 20 novembre 1938, segretissima al solito, che rimanda alle radici del Piano Giallo: “la protezione della Ruhr non è irrilevante riguardo all’intera condotta della guerra.

Più territorio olandese occuperemo più efficace diventerà la difesa del bacino renano”. Tutto firmato Adolf Hitler.

Il 10 maggio gli ambasciatori dell’Olanda e del Belgio a Berlino vennero convocati alla Wilhelmstrasse.