Di supponenti è pieno l’ universo,ma il general.manager Flavio Briatore li supera tutti.
Il.nostro abituato a maneggiare barche,auto,locali sempre di grido, è in difficoltà quando deve confrontarsi con la normalità esistenziale.
Solitamente i poveri sono da lui trattati come sfigati ,come falliti,come pezzenti.
Il sogno italiano di Briatore,sintesi di Ferrari e Twiga, non prevede gente che guadagni dai 1300 euro ai 1500,pure se fanno mestieri utili come pulire le fogne da lui ingolfate da presunzione,qualunquismo e classismo.
Il nostro manager, classe dirigente del Belpaese, non è informato che l’ Italia è dal 1984 che ha bassi salari ,oppure lo sa fin troppo bene.
Non ho 4 mila euro al mese in famiglia,non li avrò mai, come tanti.
Il problema è che poi milioni di ” falliti”non ne hanno manco duemila ,abitando magari a Milano,Roma con prole compatibile con il decremento demografico.
Ma Flavio è in un mondo a parte, che intende raggiungere l’ Oscar della ricchezza nella quiete cimiteriale.
Lunga vita Briatore,la tua saggezza è illuminante come la solita lampadina nel buco del cesso.
Razza padrona,con la coscienza del servo di regine.

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