I NAZIFASCISTI IN FUGA

Alla fine del 1943 i russi avevano compiuto un passo decisivo per la liberazione dell’Unione Sovietica dai criminali nazisti.

Fra i primi di settembre e ottobre l’Armata Rossa in Ucraina aveva compiuto una grande impresa. La barriera del fiume Dniepr era stata superata dalle migliaia di soldati che con zattere di fortuna, barche e barchette erano riusciti a superare il grande fiume.

E poi, come abbiamo visto, il 6 novembre Kiev era stata riconquistata.

All’inizio del 1944 la situazione morale dell’esercito tedesco era disperata. Mai come in quel momento era convinzione generale che la guerra fosse perduta e che la fine delle sofferenze, invece, fosse ancora lontana.

Dopo il fallimento dell’operazione Cittadella, d’altronde, il fronte orientale con i suoi infiniti spazi era diventato l’ossessione di Hitler. Affrontare il terzo inverno di guerra in Urss sulla difensiva e credere ancora nella vittoria finale, a quel punto era un atto di fanatismo e di misticismo nazional – socialista.

Hitler, però, riponeva ancora estrema fiducia nella supremazia tecnologica tedesca che aveva permesso di elaborare il carro armato Panther e riteneva che il soldato tedesco, se ben guidato dal suo genio e non certo dai suoi generali, fosse un Superuomo invincibile.

L’Armata Rossa, però, che continuava a ricevere cospicui aiuti dall’Occidente, aveva raggiunto una supremazia sulla Germania incolmabile in breve tempo.

Il Fṻhrer, poi, aveva dovuto accettare due grandi Stati maggiori: l’Okh, (Stato Maggiore dell’esercito), agli ordini del generale Zeitzler sul fronte russo, l’Okw, (Alto comando delle forze armate), del generale Keitel su tutti gli altri fronti.

La questione dell’offensiva russa nell’inverno del 1943 – 1944 che si sviluppò sulle due ali dello schieramento sovietico, nel Nord presso Leningrado e Novgorod, nel sud in tutta l’Ucraina, assumeva per i nazisti un’ulteriore minaccia che diventerà terrore nel 1945.

149

Quando Stalin aveva promesso di trasformare l’Urss in un campo di battaglia non aveva di certo fatto retorica, ogni aspetto della vita quotidiana era stato trasformato, gli operai dovevano lavorare sessantasei ore alla settimana, tutto era stato subordinato alla produzione di armi o rifornimenti per l’Armata Rossa.

Ora si trattava di attuare la riconquista, ma anche la vendetta spietata contro coloro i quali avevano trattato i russi come subumani:

“Göring, circa nello stesso periodo, si lamentò con Ciano di casi di cannibalismo fra prigionieri russi, aggiungendo ridendoci su, che adesso stavano un po’ esagerando, avevano mangiato persino una sentinella tedesca! La politica di Hitler, nel periodo prima di Stalingrado mira chiaramente a dimostrare la natura d’Untermensch dei russi, riducendoli precisamente al cannibalismo.

  • Quando noi gli gettammo un cane morto seguì uno spettacolo da far vomitare. Strillando come pazzi, i russi si gettarono su quell’animale, facendolo a pezzi con le mani nude (…) Si cacciavano in tasca le budella, una specie di razione d’energia”.

Cfr.A. Werth, op.cit.pag.684

Nel 1944 l’Armata Rossa riconquistò le zone occupate dai tedeschi e verificò cosa questi avevano fatto alla popolazione civile. I prigionieri tedeschi e tutti quelli che capitarono sotto il dominio dell’Armata Rossa pagarono il massacro dei nazisti.