È già tornato in pista il miliardario golpista Donald Trump.

Un centimetro in più o in meno, saremmo qui a parlare di un altro film:guerra civile in Usa,crollo delle Borse,sospensione delle elezioni in Usa,crollo dell’ economia globale come nel 2008.

Quanti movies americani rievocano questi scenari?

In un film di Quentin Tarantino il cervello di Trump sarebbe schizzato sul viso di un bambino con palloncino.

In Oliver Stone la scena al rallentatore avrebbe evidenziato il ” fight”di Trump con il pugno chiuso.

Qualcuno ha detto che Trump è stato sparato,ma Biden è morto.

Ma la macchina della strage infinita di bravi studenti bullizati, che solitamente sparano su colleghi e professori come succede da qualche decennio,visto le cento e passa  milioni di armi in circolazione,ha prodotto uno spettacolo da fare impallidire la società dello spettacolo di  Guy Debord.

Ma è tutto vero,tutto autentico, è successo veramente, in un continente che è sempre stato il sogno quasi metafisico della democrazia.

Invece è una democrazia complessa,fragile,multietnica, se si pensa che lì c’è il mondo:le vittime dell’ imperialismo,del colonialismo vs.i nativi, i discendenti di schiavi e schiavisti,i carnefici  del comunismo,ma anche i discendenti di quelli che morirono sulle spiagge della Normandia.

God bless America come nel finale del Cacciatore di Cimino: lì però il  cervo meritava un colpo solo.

È vero che i bolscevichi persero le elezioni vs.i menscevichi e poi vi fu la rivoluzione.

Ma il Trump che ha perso le elezioni non ha mai accettato il verdetto delle urne, perché è sembrato amare la violenza dei bianchi su tutto,soprattutto su neri,messicani,latino -americani,minoranze.

In questo caso l’Europa è lontana,secondo me: non c’ è complotto,regna il caos ,trionfa lo spettacolo,e alla fine è arrivato pure il Marine.