Con Italia Albania di sabato sera, valevole per il girone di qualificazione dei campionati europei di calcio, vinta per due a uno vs. l’ Albania, la guerra civile delle diffamazioni,pernacchie,negazionismo e talk show sulla guerra, squadrismo parlamentare,mafia, vanno in secondo piano nel palinsesto della autocoscienza nazionale.
E questo in tutta Europa vista la presenza a Dormund di una marea di albanesi, e visto che il nazionalismo calcistico rimane una gioiosa riedizione olimpica sostitutiva della guerra,con qualche incidente da hooligans.
In particolare,ora che in Europa sono tornati prepotentemente in auge tutti i disvalori del patriottismo facile ,retorico e buffonesco.ma identitario.
In questi casi la nazione si ricompatta,solo la nazionale ci fa sentire tutti italiani,si dice.
Se si vince siamo un’ eccellenza anche nel calcio ,se si perde è tutta colpa della decadenza strutturale del Paese.
Anche se siamo campioni d ‘Europa.
Si tifa, però , più per le squadre di club dove la vulgata delle tifoserie non risparmia niente, quasi che il calcio fosse un complotto giudaico-massonico, dei poteri storti.
Chi ormai considera il pallone l’ arma letale del qualunquismo,quando da più di un secolo è solo l’ oppio dei popoli in un mondo occidentale dove non c’ è più religione,non si rassegna alla stupenda banalità della sfera parmenidea.
Io pure difficile mi perda una partita, perché il calcio è il calcio in tutto il mondo.
E poi il calcio davvero c’ entra poco con la politica.
Anche se ,ad ogni latitudine, vi sono sempre stati,connubi geo politici.
Stalin tifava per il Lokomotiv Mosca,la squadra delle ferrovie, perché facendo il ladro sui treni aveva in simpatia il personale,Mussolini era per la Roma dell’ Impero,Togliatti per la Juve degli Agnelli che inventerà Togliattigrad,Longo del Pci per l’ Internazionale,ovvio,Churchill per il Chelsea della Londra dei tories,Craxi per il Toro di Valentin Mazzola,Pasolini per la Lazio di Silvio Piola etc
Gianni Brera sosteneva che nella vita si può cambiare moglie,religione,partito,ma mai la squadra del cuore.
Qui c’è l’ Italia di Spalletti nettamente inferiore sulla carta a Francia,Germania,Spagna,forse Inghilterra e Portogallo,come dice il perfido Mourinho.
Nel ritiro degli azzurri in Germania è andata in scena la presentazione della nazionale: un “Italiano vero”di Toto Cutugno ha pacificato il ricordo del presidente Pertini con l’ italianità che piace ai nostri immigrati giustamente nostalgici, per chi ha dovuto cambiare paese per campare.
In Germania sempre immigrati siamo e saremo.
Ora che l’ Italia,secondo il governo,ha un ruolo centrale in Europa,una vittoria sarebbe il lieto fine di una retorica nazionalista e patriottica che si intravvede in tutte le occasioni sportive in modo forzato.
Se perde, lo spirito dei tempi si convertirà al tennis di Skinner: l’ importante che si canti Fratelli d’ Italia,con senso di appartenenza.
Qui sotto la foto di un italiano per cui giocare e vincere alla faccia di Vannacci.

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