1944 ROMMEL: lo sconfitto
1944 Assalto al terzo Reich da tutti i fronti,e book gratuito fino al 7 giugno….
Rommel, nonostante la sua fama leggendaria, era oggetto di invidie e risentimenti da parte dei vertici della Wehrmacht.
In fondo era considerato un “bubi”, (un ragazzo, in tedesco), che aveva fatto una carriera scandalosa, più che miracolosa.
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Era diventato Feldmaresciallo nel giro di tre anni nonostante la sconfitta dell’Africa Korps a El Alamein: era sempre stato, insomma, il pupillo di Hitler fin dall’invasione della Francia nel 1940.
Rommel era sotto le dipendenze di von Runstedt, anch’egli Feldmaresciallo, comandante del fronte occidentale.
Questi continuava a lamentarsi con Hitler che non amava affatto il suo comandante in Occidente e dei salassi che erano stati fatti ai suoi effettivi: per questo a ovest, pensava Runstedt, la guerra non si poteva di certo vincere.
Nel novembre del 1943 Rommel cominciò il suo giro d’ispezione dalla Danimarca scendendo verso sud.
Quando arrivò in Francia egli percepì che la propaganda di Goebbels non faceva del Vallo Atlantico una fortezza inespugnabile.
La difesa delle coste presentava diverse e gravi lacune.
Porti ed estuari erano sì relativamente fortificati, ma c’erano punti deboli in tutte le parti della costa.
Il pensiero del Feldmaresciallo Rommel che fu esposto al Feldmaresciallo Runstedt non faceva una grinza:
durante lo sbarco i soldati saranno sovraccarichi, le loro condizioni fisiche e morali pessime, avranno dormito poco, le uniformi saranno bagnate, il mal di mare li avrà spossati.
E’in quel momento che bisognerà colpire con il massimo della forza, usando le mine, i lanciafiamme, ogni ostacolo possibile.
Non si poteva quindi continuare con una guerra di movimento:
“Ho dato prova di saper dirigere delle operazioni mobili rapide, se ora ci rinuncio ci deve essere una ragione valida,” disse Rommel.
Secondo il Feldmaresciallo, il fatto che Göring non fosse più padrone dell’aria, che la superiorità dei mezzi americani fosse troppo grande per i tedeschi, era un’amara constatazione che nessun propagandista nazista poteva negare.
Il comando in Francia per Irwin risultava frammentato, le truppe erano malandate perché comunque a est venivano ancora schierate le divisioni più attrezzate.
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Non aveva sotto il comando amministrativo le SS, né i paracadutisti, ma soprattutto era divergente il punto di vista proprio con Runstedt, il quale teorizzava che gli Alleati andavano attaccati dopo che fossero sbarcati sulle spiagge, mentre Rommel era sicuro che la battaglia si sarebbe risolta nelle prime 24 ore dello sbarco.
Così, quando divenne comandante del gruppo d’armate B comprendenti in Francia la 7a Armata e la 14a armata e la 88a in Olanda, cercò di ottenere carta bianca ricominciando a lavorare intensamente su ogni dettaglio di difesa del Vallo Atlantico.
Rifece in pratica tutti i piani anti – invasione, nelle sue veglie notturne, ( dormiva quattro ore per notte, come Einsenhower ), immaginava la scena dei mezzi da sbarco alleati che si avvicinavano alla riva sotto il fuoco delle mitragliatrici, dei mortai, che si schiantavano contro le “ porte belghe”, costruzioni metalliche sostenute da putrelle d’acciaio, che esplodevano perché trovavano a 300 – 400 metri dalla spiaggia pioli muniti di una specie di apriscatole in acciaio su cui poggiava una mina “Teller”: doveva essere l’inferno per chi osava mettere piede sulle spiagge della Normandia.
Mise mine dappertutto, alzò barriere di ogni tipo, triangoli di acciaio con spuntoni in ogni spiaggia, le mine disseminate erano milioni sulle coste di Calais.
Era quasi tutto pronto, quindi, ma dalla parte sbagliata della costa.
Rommel, però, era ossessionato dal conoscere i punti della costa dove gli Alleati sarebbero sbarcati.
Ispezionava tutti i giorni le difese sulla spiaggia, aveva sospeso le manovre delle reclute per adibirle alla costruzione delle fortificazioni: Boulogne, Le Havre, Calais, Cherbourg erano ben fortificati, il resto lasciava desiderare.
Il Feldmaresciallo, però, voleva andare a trovare la moglie a Herrlingen e lasciare il suo quartier generale a la Roche – Guyon, tanto il fronte sembrava tranquillo e mai gli Alleati avrebbero intrapreso l’operazione dello sbarco in quei giorni di tempo infernale.
Rommel se ne partì in licenza in un momento poco opportuno.
Ma ridurre la licenza di Rommel al fatto che volesse portare un bellissimo paio di scarpe alla moglie per il suo compleanno è un po’ riduttivo.
Intanto sarebbe passato da Hitler a chiedere almeno cinque divisioni corazzate da mandare sulla costa a fronteggiare l’invasione, due sarebbero state comunque un buon numero.
Con i suoi panzer, Rommel ne era convinto, per gli Alleati sarebbe stato arduo mantenere le posizioni della testa di ponte.
Un altro generale non molto distante in linea d’aria era pronto invece per il D- Day, il giorno più lungo, che avrebbe sanzionato definitivamente le sorti della guerra.

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