Domani 28 maggio ricorre l’ anniversario della strage di Brescia: otto morti,cento feriti con l’ acclarata collaborazione fra apparati dello stato e stragisti neofascisti.
Era il periodo d’oro di Ordine nuovo,sciolto nel 1973, dal governo Rumor, che non poteva più fare finta che la violenza fosse solo all’ estrema sinistra, diffamata per l’ attentato alla questura di Milano del finto anarchico Gianfranco Bertoli e per l’ esplosione di un ordigno di Nico Azzi,fascistissimo, che si fece trovare con il giornale Lotta Continua.
Gianfranco Bettin e Vladimiro Saitta hanno chiarito la questione su parecchi libri prestigiosi di contro informazione,diventata storia,fra cui la riedizione dei “Nemici della Repubblica’ di Saitta.
Pensare che a mezzo secolo di distanza sono in corso procedimenti per l’ eccidio di Brescia contro gli ordinovisti Marco Toffaloni e Roberto Zozzi,mentre Maggi,morto, e Tramonte,sono stati dichiarati colpevoli solo nel 2017.
Quando la seconda carica dello Stato,il presidente del consiglio i reazionari cortigiani, sostengono che loro dal fascismo sono lontani dicono balle,diffamazioni verso le vittime,schifezze da vomitare.
L’ omertà degli apparati dello stato verso il fascismo stragista,i depistaggi,le omesse indagini,dal 1969 al 1991,ci dicono che una parte dello stato con l’ aiuto di servizi segreti stranieri ( Usa in primis) con la scusa dell’ anticomunismo,hanno attaccato la stato repubblicano antifascista,mafia consenziente.
Vedi l’attentato a Falcone e Borsellino…
E dai nostri governanti reazionari non c’è un’ analisi che tenga su quel periodo.
Niente di nuovo,ma è bene ricordarlo: l’ antifascismo non è mai stato solo retorica, e anche in tempo di revisionismo, come quello di oggi,rimane un valore assoluto,

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