Ormai è confermato,  come stato – nazione e gli italiani come individui,sono in una continua guerra da homo homini lupus che esplosa con il Covid non ci ha più lasciati.

Basta un niente per scatenare risse,aggressioni,intolleranza,maldicenza. sospetti e dispetti,carognate,vilipendio da fare dire alla gente:non c’è più niente da fare,dio è morto,e si vede.

Colpi di machete.materiali e mediatici,chi ragiona è un perdente,  “occhio che ti ammazzo” etc

Nessuna pietà per chi ne sa più di te,non ha capito che  solo l’ arbeit macht frei conta.

Perché portare la porcheria che sopprime la civiltà, in televisione o sui social,è diventato  un gran mercato .

Ci si preoccupa della guerra,giustamente,ma ingiustamente si vuole un nemico sul quale sfogare la rabbia di un mondo ingiusto,come se ogni individuo avesse in mano il suo destino in assoluto.

Il che si sa non è vero,come non è vero che basta la salute, a chi ce l’ ha.

Accontentarsi è da indifferenti?

Se vivi con il paraocchi sì,se ti guardi attorno no.

Il viandante che voleva abbracciare il creato a forza di guardare le stelle scivolo’ nel torrente.( Novum Organum Bacone)

Il filosofo che passava nei pressi gli disse che invece di abbracciare l’assoluto era meglio guardasse le stelle e la luna riflesse nell’ acqua.

Guardare in basso,per salire in alto,voltarsi indietro per andare avanti,senza dimenticare quelli che stanno in fondo.

Sembra questo, e lo so,un eterno salmodiare vs i nuovi tempi incomprensibili ai vecchi,ma inquietanti pure per i giovani.

E da quando la “buona giornata” in remoto ha sostituito  il buon giorno,da quando “ti voglio bene’viene detto per una banalità di  un qualsiasi tipo, si spera di tornare alle elementari di una volta dove il capoclasse scriveva buoni/cattivi sulla lavagna.

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