Siamo in guerra, in televisione e sui social.

E abbiamo la sensazione che qualcosa di brutto deve ancora avvenire.

Stragi ovunque nelle zone calde,lacrime,sudore,sangue nelle ore più buie di questo secolo.

E non ci voleva l’ attentato di Mosca e l’ orrenda carneficina a ribadirlo. Però  c’è una una corsa alla drammatizzazione che piace molto a chi di guerra deve arricchirsi, vendendo armi,notizie,segreti militari,paure e angosce.

Non deve essere nucleare,la guerra, però, se no è la fine del mondo e dello spettacolo.

A guardare le guerre degli altri,le sofferenze di palestinesi,ucraini,russi,israeliani e guerre dimenticate etc, si dovrebbe dire che se la guerra in Italia è questa,siamo nati con la camicia.

Come al solito i consumi volano quando ci sono le vacanze di Pasqua,si prenota per l’estate,si sogna finalmente bel tempo sole e nuvole,ci si prepara alla libertà dei tempi convenzionati delle feste comandate,e per chi lavora nel turismo il posto di lavoro è nella trincea dell’ over booking

Così quando il commentatore di turno ricorda che nel secolo breve due guerre mondiali iniziarono con l’ attentato a Sarajevo, la prima, e l’ invasione della Polonia la seconda,aggiungendo  oggi le guerre di religione e la minaccia nucleare di  Putin, il dramma e’ completo.

I 200.000 morti per COVID passano in secondo piano,Gavrilo Princip fondatore e patrocinatore della scintilla della  prima guerra mondiale,per un’ ora è diventato il simbolo di quello che è  accaduto a Mosca sui media nazionali e internazionali.

Adesso,con un po’ d’ ansia si attende la vendetta di Putin,anche se la strage è rivendicata dall’Isis,ma la tenuta del sistema finanziario non dovrebbe rovinare le vacanze.

Perché si può uscire dalla Nato,dalla dall’ Europa, dalla Cee,ma non dall’ arricchimento personale ai danni dei disgraziati,in guerra dalla nascita.

Per mancanza di acqua pulita si dice che muoiano 1000 bambini al giorno.

Loro sì che sono in guerra.

La colpa è di tutti,quindi di nessuno.