Io boomer di 74 anni appartengo ad una generazione fortunata.

Ho avuto la fortuna di avere 27 anni nel marzo del 1978,e l’ onore di fare il professore di Fausto Tinelli,senza dimenticare il suo amico fraterno Iaio.

Sui quali in questi 46 anni si è scritto di tutto,per arrivare alla conclusione di Romano Maria La Russa che ha dichiarato che gli anni settanta sono stati quelli “delle spranghe” e che i  giovani manganellati di Pisa sono i  nipoti dei terroristi di allora.

 I fascisti con il pluri omicidio del 18 marzo volevano scatenare la guerra civile a Milano, due giorni dopo il sequestro Moro.

La banda della Magliana,la brigata Anselmi,indiziate ma mai processate per questo duplice omicidio, hanno portato il sindaco Sala di Milano a sollecitare la procura a riaprire il caso.

La guerra civile strisciante degli anni settanta ,dunque, continua in modo sopito nella contingenza dell’ oggi, con provocazioni inaudite e luride da parte dei fascisti governativi che ignorano volutamente il loro ruolo stragista di quegli anni.

Pensando a ritroso il 18 marzo 1978 e al passato dei familiari,dei  parenti,degli amici dei compagni di scuola delle vittime per una giustizia mai avuta, e al bagno di sangue che ha coinvolto la mia generazione, la memoria si perde in un’ altra memoria.

La memoria, è fondamentale nel dover essere,Platone diceva ricordare per conoscere e conoscere per ricordare.

Finita la seconda guerra mondiale, ad esempio, negli anni cinquanta, nei racconti dei miei genitori e di mia nonna che mi ricordavano che pane,cacao,zucchero a merenda per loro erano un sogno tenuto nel cassetto della felicità a venire,c’ era umanità e pietas per quel periodo.

Il cugino disperso in Russia,sua madre con la casa bombardata,la signora ebrea denunciata dai vicini,il figlio del droghiere che si era arruolato nelle SS italiane,i partigiani che lo volevano far fuori,il nonno che lo proteggeva perché era un pirla che si vantava ,ma non aveva fatto niente di male.

Come si fa a buttare al macero tutta quella storia che per me,  e non solo, ha voluto dire stare sempre dalla parte degli antifascisti, e della classe operaia senza buttare a mare se stessi?

Così ,con mestizia,non si può negoziare una finta pace per Fausto e Iaio,che appartiene a una storia ancora da scrivere, quando in giro razzolano persone come i fascisti mai pentiti repubblichini.

Tu trovi tromboni televisivi per cui il comunismo e il socialismo sono stati eguali al fascismo e al nazismo, oppure che Fausto e Iaio sono vittime di fanatismo senza senso,come Ramelli dall’ altra parte. (  Parafrasando Gramellini Corsera del 14 marzo)

Gli opposti estremismi sono la vulgata che accompagna quegli anni,sono dati statistici, più figli di un passato che non vuole passare,che di una sentita analisi di quello che è accaduto e di una pietas per tutte le vittime.

E si continua nella miseria di negazionismi storici da rigettare.

L’ omologazione fra i totalitarismi va bene a livello accademico,non certo quando ti senti dire che  devi essere afascista,ma anche anticomunista,  inventandoti  una terza via che nega i valori positivi scaturiti dal passato prossimo pure degli anni settanta.

Per questo è difficile umanamente essere messi nel calderone dell’ indifferenziato.

Le idee del socialismo,della democrazia,della solidarietà, inutile ripeterlo, sono più forti del governo post fascista in carica e non fanno parte delle guerre puniche.

Fausto e Iaio,con noi.

Andate a cercare i killer neri.