Piccolo contributo alla giornata dell’ emancipazione femminile in tutte le forme storiche ed esistenziali acquisite.

Hanno ragione le militanti del movimento a reclamare meno mimose e più attenzione ai bisogni.

Lo sfruttamento della forza lavoro femminile,ad esempio,in Italia non si è mai fermato, così come il senso di una società patriarcale a misura padronale e di possesso.

E i femminicidi non sono di certo diminuiti,dopo il caso orrendo di Giulia Cecchettin.

E lo stupro delle donne israeliane ?

E il massacro delle donne palestinesi?

E le donne iraniane uccise per un velo?

E Ilaria Salis in catene?

L’ 8 marzo è  anche un dolore che deve essere condiviso, un invito  poi all’ unica rivoluzione possibile.

E poi,poi ci sarebbe da sfoderare la retorica solita,di cui non si può fare a meno per cui da decenni l’8 marzo  è venduto come qualsiasi altro prodotto,con suggestioni più mercantili che culturali.

Ma le donne,le ragazze sanno quello che devono fare .