Si grida pace e giustamente da ogni parte di Italia, di Europa,del mondo e via..

Ma questo grido di pace diviene pura retorica quando la guerra di tutti contro tutti sembra il corso del mondo.

E non soltanto perché le donne vengono uccise, come prima, più di prima senza t’amerò,oppure perché si polemizza su tutto fino a raggiungere il caos della guerriglia quotidiana per un apericena,un concerto,un festival,una partita,uno spot ( le inchieste di Selvaggia Lucarelli,le polemiche sanremesi ,le baruffe sugli chef stellati..etc)

Che ci fosse più solidarietà fra gli umani in tempo di guerra lo raccontavano i padri e i nonni che erano pronti a dividere il poco che avevano quando piovevano bombe degli Alleati sulla testa, fra retate naziste,caccia agli antifascisti,esecuzioni sommarie di ambo le parti etc.

Almeno la ferocia trovava giustificazioni vitali di sopravvivenza.

Ma oggi sembra che il mondo diventato merce e oggetto da vendere o comprare non dia più speranze di solidarietà.

Che deve essere sempre cercata,promossa,spiegata,pubblicizzata perché istintivamente il voglio vivere in pace esclude sempre qualcuno che non detiene il lusso della pace.

Perché è perennemente in guerra, magari per non essere schiacciato dalla tracotanza dei più forti,come avviene nelle migliaia di incidenti sul lavoro.

È guerra ,sempre , quando discuti sulla scelta demenziale di volere la morte di un popolo per rendere giustizia ad un altro.( Israele Palestina e viceversa,Ucraina, Russia e viceversa….)

È guerra sottrarsi ad un gesto di pace sincero,di buona volontà che consenta di mettersi nei panni altrui.

Lo trovi sempre più raramente in una psicosi lamentosa e querula.