Ludwig Wittgenstein nel trattato Logico filosofico scrisse che il “problema non e’perché c’è il mondo,ma che il mondo c’è.”

Se il mondo esisterà all’ infinito o forse finirà, non lo sa nessuno.

Ma che un Mondo sia finito,lo diciamo tutti,tutti i giorni.

Non solo non ci sono più le mezze stagioni,non solo il clima è cambiato,non solo il calcio pure,la medicina anche,la scuola ,i rapporti umani, eccetera;mentre le riunioni condominiali che si attivano in remoto,senza essere Biden,Trump,o Putin ci fanno dire che siamo sempre più distanti,ma viviamo in un progresso tecnologico irreversibile.

E il fatto che tutto sia cambiato, tranne la nostra finitezza, ci dice che comunque soggettivamente di infinito non c’è nulla,dal punto di vista empirico e logico.

Aggrappati alla storia che è stata la unica certezza di aver vissuto in tempi diversi, l’ unica cosa che ci può consolare è quella che se il giorno dilegua il tempo,il giorno invera la vita.

Come va?

Bene, finché ci vediamo,ci sentiamo.

Tutto qui?

E ci dici poco?

Non tutti hanno la fortuna di invecchiare…

Platone sosteneva che la filosofia è una iniziazione alla morte,ed Hegel scriveva che siccome tutto ciò che è reale è razionale la vita si contrappone alla morte in un movimento irresistibile.

Quindi un Mondo è finito,finite le ideologie,finiti i valori che ci hanno tenuto insieme per secoli.

Ma poi ti viene in mente che la guerra non è mai finita,e non è mai cambiata.

Siamo alle solite.

In periodo sanremese una canzone ti consola dello spirito del tempo:( Zeitgeist)

Il mondo non si è fermato mai un momento

La notte segue sempre il giorno,

E il giorno verrà.

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