Posso dirlo senza offendere nessuno, ma quelli che continuano a usare il pallottoliere delle vittime civili nelle guerre in corso mancano di cervello,non tanto di cuore.

Che sia un bambino palestinese,un bambino israeliano,morti per un colpo di mortaio,per un missile,per un taglio alla gola,per sfinimento,che poi sia un russo,un ucraino,un houto,un africano..,una donna, un vecchio,: nessuno dovrebbe salutare la morte dei non combattenti con la trepidazione di una vittoria.

Lo scrivo perché ne ho piene le scatole dei fans dei fautori di stragi e massacri a danno degli ebrei,russi,ucraini,palestinesi e altri popoli come fossero soluzioni finali omeopatiche utili all’ umanità.

Le popolazioni civili nella seconda guerra mondiale subirono la mattanza della disumanità della guerra: vi furono più morti fra vecchi,donne,bambini che fra combattenti.

Non è il caso quindi di fare i duri e puri dell’ intransigenza ideologica a danno degli innocenti.

Quando,ad esempio,si continua a ricordare le vittime del 2014 nel Donbass nella guerra Ucraina,dimenticando le storia delle vittime della Shoa nella vicenda di Gaza,si fa oggettivamente il gioco delle tifoserie pro Putin e Hamas Netanyau senza rendere omaggio alle vittime di tutte delle guerre.

Il pacifismo a senso unico è un’ ipocrisia, perché è facilone e impegna poco il dramma dell’ esistenza.

Quelli che denunciano i femminicidi in Italia,ad esempio,senza rammentare che le donne e le ragazze dissidenti i costumi fondamentalisti in Iran vengono pure ammazzate,e appoggiano l’ orgia di sangue fondamentalista, purché sia antioccidentale, sono da evitare per sempre.

Sabato nel giorno della memoria bisognerebbe manifestare solo per una pace senza condizioni di parte.