È Vannacci generale il nuovo ideologo del nuovo fascismo.
Non lo scrivo per esagerare, perché non c’è bisogno di enfatizzare il ruolo di chi scrive di diritto all’ odio,di omofobia,di discriminazione razziale nel solco del patriottismo della pura razza italica.
Parlo dei Vannacci perché il generale si è creato un seguito che troverà la sua consacrazione nella candidatura alle Europee,forse nella Lega,come capolista ,ovunque.
Così dopo Giovanni Gentile e Julius Evola l’ egemonia culturale della destra deve accontentarsi di un Mein Kampf casereccio,che però sembra abbia venduto migliaia di copie.
Meloni e Fdi finora si sono tenuti lontani dalle generalizzazioni antidemocratiche,e si capisce.
Dopo il travestimento conservatore spacciare Vannacci per un teologo del nuovo fascismo sarebbe controproducente.
La lega di Salvini,pur di annettersi estremisti nazifascisti in libera uscita, e’ disposta a spezzare il pane del razzismo con chiunque.
Hitler diceva che gli intellettuali ebrei,democratici e comunisti,nella loro visione internazionalista,minacciavano lo spirito patriottico della Grande Germania.
Vannacci ci va vicino,invece della Germania il cancro che guasta l’ Italia è quello dell’ accoglienza delle minoranze come segno di progresso.
Certo solo venti anni fa the general sarebbe stato visto come un paranoico demagogo,ma non è più tempo di rimpianti.
Lo scrive pure Ernesto Galli della Loggia che il cordone ombelicale con il Male assoluto è lontano dallo essere reciso da parte di una pancia italiota dalla trippa fascista.
E Crosetto,pure, come ministro della difesa si è espresso non certo favorevolmente verso il qualunquista dalle idee sinceramente reazionarie.
Anche se il generale si è iscritto ad un sindacato militare vs.Crosetto con il solito vittimismo di chi rivendica il diritto di parola.
Vannacci e plebe reazionaria sono con Trump e Putin.
Ora e sempre Resistenza?
È il minimo.


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