Il solito Ignazio La Russa,presidente del Senato, in visita al museo dell’ Olocausto -binario 21- della stazione Centrale di Milano da dove partivano i treni per Auschwitz, nel suo intervento non ha mai nominato il fascismo italiano come componente del Male Assoluto.

Il presidente era stato invitato a visitare il museo da Liliana Segre,che proprio da quel binario era partita da bambina per il campo di sterminio.

Si potrebbe dire che i fascisti si divertano a confezionare lo spettacolo dell’ ipocrisia per definizione: quello di dividere il fascismo dal nazismo,come se il primo fosse stato un ideale del bene, il cui unico errore sia stato l’alleanza con il Male assoluto del secondo.

Trump,ad esempio è pappa e ciccia con i golpisti alla KKK contro i democratici odiando i Black live Matters, che per fortuna sono armati.

Travestimenti e camaleontismi sono all’ ordine del giorno.

Si è presa la scorciatoia in Italia per fare del fascismo solo un reperto per nostalgici,mentre i fondamenti pseudo ideologici stanno nel guardaroba del conservatorismo meloniano.

Insomma per gli antifascisti alla Cacciari i veri problemi degli italiani sono altri,non certo il mussolinismo dell’ uomo forte, esaltato dal generale Vannacci,non certo la retorica del Dio,patria,famiglia.

Così ci si dimentica sempre che Mussolini fu maestro di Hitler,come amavano dire in Germania nel 1930.

Anzi,il Duce che incontrò Hitler per la prima volta a Venezia trattò il tedesco come un allievo di scarso livello e intelligenza.

Così si può commemorare l’Olocausto,come avverrà il 27 gennaio nel giorno della memoria, senza mai nominare il fondatore del fascismo ( anche se fascismo e nazismo non sono stati la stessa cosa,ovvio).

E poi chi ricorda il bluff del Pnf,la pavidità di un partito che si è sciolto nella notte del 25 luglio,che ha barattato la propria sopravvivenza collaborando alla deportazione nei campi di sterminio nazisti,che ha avuto un ruolo di provocazione come MSI nella guerra fredda etc

Acqua passata?

Non scherziamo.