Polemiche a non finire, o già finite, per quella che viene chiamata, giustamente la strage di Acca Larenzia dell’8 gennaio 1978, nel quale morirono tre giovani fascisti.

Il rituale del” presente” di centinaia di militanti neri alla commemorazione davanti alla ex sede del Movimento sociale italiano di tre giorni fa, con tanto di braccio alzato nel saluto romano, ha riportato il dibattito sulla presenza del fascismo nell’Italia meloniana dell’estrema destra al potere.

Nei primi talk show, giornalisti di destra e di sinistra light,hanno dimenticato di ricordare che se due fascisti furono uccisi dai “Gruppi armati per il Contropotere territoriale” di filiazione brigatista, un terzo militante fu ucciso dai carabinieri in seguito al sit in di protesta che i giovani missini inscenarono dopo la sparatoria.

Secondo Wikipedia, che non è la Bibbia, ma che in questi casi va consultata, il capitano che sparò, fu poi prosciolto nel 1983,nel 1987 una pentita accusò 5 giovani ex di Lotta Continua,uno dei quali si suicido’ in cella.

Lo stesso Msi non fece nulla per appurare la verità sul terzo omicidio,visto che voleva tenere buoni rapporti con l’arma dei carabinieri.

Comunque ,nessun colpevole.

Alla cerimonia ufficiale erano presenti alcune autorità bipartisan: il governatore della Regione Lazio Francesco Rocca, Miguel Gotor, in quota sinistra art. 1 fino al 2017 storico affermato, e Fabio Rampelli,vicepresidente della camera dei deputati di FDI, personaggio mai pentito del fascismo buono, che secondo lui ammazzava per ideali, insieme alla cosiddetta ultra sinistra autonoma e pure idealista, strumentalizzati ed eterodiretti però dagli apparati dello stato.

Insomma come c’era da aspettarselo la ricostruzione dei dodici anni di guerra civile strisciante ( 1969 – 1980) fu la conseguenza degli apparati di stato che sovrintendevano ad ogni strage nel solco degli opposti espremismi.

Mai ricostruzione fu più sballata e superficiale.

Lo stragismo, il terrorismo nero, l’attacco ai sindacati, al Pci, al Psi, ai militanti della sinistra parlamentare, alle donne ( stupro di Franca Rame massacro del Circeo ad esempio) videro sì la copertura di parte delle deviate istituzioni repubblicane, ma dalla parte di fascisti golpisti, reazionari, mafiosi di ogni risma.

I morti furono centinaia.

Il 18 marzo 1978 i fascisti uccisero a Milano Fausto e Iaio,dopo il rapimento Moro, sempre in quell’ anno fu assassinato Peppino Impastato,nel 1980 vi fu la strage di Bologna….

Certo ad Acca Larenzia morirono tre giovani missini,e ognuno ha diritto di seppellire e onorare i propri morti.

Ma l’ apologia al fascismo è da fuorilegge, cari camerati governativi.

E lo spettacolo è stato desolante per chi crede nella democrazia,anche se era l’ ennesima replica.

Foto repertorio