Finita l’ età degli imperialismi alla fine della seconda guerra mondiale e conclusasi la guerra fredda, secondo storici come Richard Overy,( cfr. Sangue e rovine), si credeva che l’ impero – nazione fosse quasi cosa morta.

Invece oggi i conflitti Russia – Ucraina e Israele – Palestina, e altri più dimenticati,forse ci dimostrano che la difficoltà di trovare un negoziato di pace,è data anche dal fatto di evitare che la sconfitta comporti una distruzione totale del proprio stato e della propria cultura da parte dei belligeranti.

Quando si dice che la sconfitta dell’ Ucraina sarebbe la sua fine,che la sconfitta di Hamas vorrebbe dire la scomparsa definitiva della Palestina,e che Israele viene attaccato in quanto giudeo , più che sionista,si riduce il conflitto ad una necessaria forma di sopravvivenza darwiniana.

O noi o loro dicono i generali israeliani, così fanno eco Hamas e jadisti,e sacerdoti iraniani.

I commentatori e gli analisti di queste due guerre sono concordi,infatti,nel dire che le guerre saranno ancora lunghe e che termineranno per stanchezza,per numero di morti,per il fatto che lo Occidente,soprattutto, dove non vi sono state guerre per 80 anni,ripudia la guerra solo in casa propria.

Abituarsi a convivere con la guerra,ci insegna la storia, non significa guardare la TV sperando nella pace una tantum.

Ucraini,russi,arabi.israeliani etc devono convivere con la perdita degli affetti,i massacri dei civili,la fame e la miseria nei luoghi vicini al fronte .

Insomma, si credeva che il darwinismo sociale del neo capitalismo fosse solo guerra quotidiana nella lotta di classe,il panta rei della storia marxiana.

Invece la guerra,queste guerre,sono quelle di sempre.

Nazionaliste e imperialiste e feroci.

Purtroppo la umanizzazione della guerra è solo un’antinomia, nemmeno kantiana.