Robert Musil,drammaturgo e scrittore austriaco,autore de ” L’ uomo senza qualità” dopo la macelleria della prima guerra mondiale, con 15 milioni di morti, quando tornò a casa trovò l’ex impero Austroungarico in una desolazione di miseria e dolore.
E sì che l’ entusiasmo per l’ entrata in guerra fu generale in tutta Europa,soprattutto da parte dei giovani che si arruolarono in massa per la Patria,per il Re,per l’ onore,per la gloria.
Il ritorno alla normalità fu quello di sempre: cimiteri e lapidi ovunque. Malati,mutilati,storpi agli angoli delle strade a chiedere la carità in quel di Vienna,Berlino,Milano,Londra,Parigi etc.
Così Musil,ufficiale sul fronte italiano, scoprì che la grandezza della morte in guerra era la più lurida delle menzogne e che l’ inutile strage aveva affondato le illusioni nell’ oceano della mera sopravvivenza.
Dopo la guerra negli anni venti si scatenò la controrivoluzione fascista vs.la rivoluzione russa.
In Russia operai e contadini avevano fatto la rivoluzione contro chi li aveva mandati a morire contro altri proletari,con una divisa diversa.
La cosa dovrebbe fare riflettere.
Si erano salvati dal nulla della guerra imperialista con una guerra civile che prometteva pace,pane,lavoro, libertà.
Un nuovo mondo: quello del socialismo.
Centinaia di milioni di donne e uomini,scelsero una ragione per vivere,forse perché avevano una ragione per morire,forse perché non potevano fare altro, viste le condizioni miserabili in cui vivevano.
La virtù degli ideali del socialismo si manifestò in una guerra civile da centinaia di migliaia di morti.
Eppure quella rivoluzione, cambiò il corso della storia, e fu,anche con le sue tragiche contraddizioni, la più alta espressione di cultura anticapitalista.
Riflettere sulla pace è impossibile, senza fare i conti con G.W.F.Hegel,gia’citato più volte: ” i libri senza guerra,sono libri con le pagine bianche”

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