E book gratuito 1941 Operazione Barbarossa e Pearl Harbour: guerra totale ,brano di Pierluigi Raccagni
1941. L’IMPERO DEL SOLE
Il 7 dicembre del 1941 a Pearl Harbour la guerra divenne globale.
Da mesi, precisamente dai primi mesi del 1941 l’ammiraglio Yamamoto comandante in capo della flotta nipponica, si era dedicato coi membri del Consiglio supremo della guerra, alla preparazione dell’attacco contro la base americana delle Hawaii.
Il piano escogitato dall’ammiraglio si basava su una sorta di postulato essenziale in tutte le guerre: il fattore sorpresa.
La segretezza dei preparativi, dunque, fu fondamentale.
A metà novembre l’addestramento a ritmo serrato era quasi terminato, il 22 novembre le navi arrivarono nel punto di riunione, la baia di Tan- kan.
Per rispondere al perché il Giappone attaccò la più grande potenza mondiale bisogna tornare indietro almeno fino alla fine della prima guerra mondiale.
- Dopo la prima guerra mondiale, che aveva visto il Giappone a fianco di Inghilterra e Francia, i nipponici avevano conquistato una posizione politica forte in Estremo Oriente che dava loro il diritto di avere un posto fra le grandi potenze nelle conferenze internazionali e nella Società delle nazioni.
- Nell’autunno del 1931 i giapponesi invasero il territorio del Manciukuò facendo indignare gli Stati Uniti. Il nazismo in Europa, però, aveva destato ben altre preoccupazioni alle democrazie Occidentali e la cosa finì per essere accettata.
- La conquista della Manciuria da parte del Giappone mise a confronto la Russia comunista con il nazionalismo dei generali giapponesi. Il Giappone, timoroso della vicinanza del comunismo sovietico, firmò nel novembre 1936 con la Germania il patto anti-Comintern, liberando così una parte dell’armata immobilizzata in Manciuria.
- Nel 1934 vi era stata la revoca unilaterale del trattato di Washington del 1922 che aveva fissato il rapporto fra le forze navali americane, inglesi e giapponesi a 5, 5, 3.
- Nel 1937 il Giappone invase la Cina e conquistò rapidamente varie regioni comprendenti Pechino, Nanchino, Shangai. Proprio a Nanchino venne formato il governo fantoccio di Wang Jingwei, che aiutò gli occupanti a sfruttare le ricchezze cinesi sulla costa.
- Nel 1938 si verificarono incidenti fra Giappone e Russia sovietica con scontri aerei anche di un certo rilievo. L’aviazione giapponese in questo modo poté dominare i cieli a scapito di quella cinese, male armata dai russi. Ad opporre una certa resistenza all’invasione giapponese rimase il generalissimo Chiang Kai-shek che stabilì la propria capitale a Chongqing con l’approvazione degli Stati Uniti.
- Il 20 luglio del 1941venne siglato il protocollo che consentiva al governo di Vichy e al Giappone la difesa in comune dell’Indocina. Il progetto della Grande Asia, egemonizzata dal Giappone, si affiancava così al Nuovo Ordine europeo di Hitler.
- Il Giappone, interessato anche all’Indonesia, e sempre timoroso della Russia, firmò un patto di non aggressione con la Russia di Stalin nell’aprile del 1941, quindi prima che i nazisti stracciassero di fatto il patto Molotov-Ribbentrop del 1939, con l’invasione del 22 giugno del 1941.
1941. LA REAZIONE AMERICANA: LA CARTA ATLANTICA
La mattina del 9 agosto del 1941 a Placentia Bay, sulla costa meridionale di Terranova, Winston Churchill e Franklin Delano Roosevelt si incontrarono per la prima volta nella loro vita.
C’erano parecchie cose da discutere, la situazione per entrambi i paesi si faceva critica.
Le truppe tedesche erano penetrate nel territorio sovietico e assedia- vano Leningrado e Mosca, in Estremo Oriente il Giappone aveva occupato l’Indocina francese e ora minacciava l’intera Asia Sud-orientale e il Pacifico meridionale.
Entrambi i leader sapevano quanto fosse importante il controllo dell’Atlantico per quanto riguarda la collaborazione fra Stati Uniti e Gran Bretagna: senza quella rotta che portava aiuti militari e di ogni genere all’Inghilterra, da parte degli Stati Uniti, era impossibile conti- nuare la guerra contro la Germania nazista in un’Europa dove solo l’In- ghilterra resisteva al nazi-fascismo.
Roosevelt si ripromise, in quella occasione, di prestare tutto l’aiuto possibile per controllare l’Atlantico, senza però entrare in guerra.
Ad uso del pubblico e per far comprendere a chi di dovere le loro intenzioni, i due leader redassero una comune Dichiarazione d’intenti, la famosa Carta Atlantica, che non era un trattato, ma piuttosto una dichiarazione comune per una futura solidarietà democratica.( …..)
Il 6 novembre del 1941, Roosevelt fu eletto presidente, l’antifascismo democratico americano era stato scelto da milioni di elettori.
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