Oggi le emozioni verso le idee di valore tra cui la democrazia,il socialismo, l’ emancipazione delle donne, la solidarietà per gli ultimi ,sono quasi dormienti nel sentire comune.
La morte delle emozioni storiche,lo abbiamo ricordato più volte,sta nella consapevolezza di aver perso la ricerca di un universo solidale,non certo di una semplice battaglia.
Non guardarsi allo specchio,non guardarsi dentro ,fare sempre finta che ogni considerazione sullo status del “Movimento che ‘doveva abolire lo stato di cose presenti”,debba essere solo retorica trionfalistica,fa sì che la nostalgia per quello che si è perduto sia ancora più forte.
L’ indifferenza,la ponzio pilatesca neutralità di chi ama rifugiarsi nel quieto vivere del tanto “sui tempi lunghi siamo tutti morti”,davanti alla continue,tragiche ingiustizie diventa un lusso,tipicamente reazionario.
Meglio allora illudersi?
Forse è il peggiore dei mali.
Ai giovani ancora entusiasti della lotta per il cambiamento climatico,per i diritti civili,per le battaglie contro la violenza, puoi sempre insegnare la nobile storia del proletariato,senza ignorare che,come si dice, la consapevolezza del passato costruisce il futuro.
Ma la My generation degli Who ha sessanta – settanta anni e oltre ;tanto di cappello ,ma bisognerebbe uscire dai circoli della nostalgia.
E Giulia Cecchettin,che nonostante le violenze subite dal suo assassino,si preoccupava della sua solitudine è un’ emozione antica,eterna che non invecchierà mai.
Quella del Bene,senza enfasi,quel bene che pur portando la morte nel cuore,non ti lascerà mai.
Un ‘emozione travolgente di eternità e utopia.
Donne,vita, libertà
Buon Natale Giulia….e Vanessa

Donne,vita, libertà
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