Lo ha detto convintamente il sindaco di Milano Giuseppe Sala, martedì 12 dicembre alla commemorazione delle 17 vittime della Banca dell’ Agricoltura: ” siamo ancora alla ricerca della verità”.
Con un governo così,con quelle ipocrite facce da”il fascismo del ventennio non c’è più”, noi abbiamo sempre pensato che quell’ Italia stragista dall’ anima nera è stata fermata solo dalla mobilitazione antifascista.
E senza retorica,senza ” c’eravamo tanto armati”, con quella semplicità profonda che contraddistingue la libertà vera senza enfasi,possiamo dire che Giuseppe Pinelli era un uomo mite,coerente forte,che per me è tutto quanto si può desiderare dal prossimo.
Non poteva confessare di aver messo una bomba,non poteva rinnegare la sua fede nell’ anarchia.
Era innocente, ma per la sua morte nessun colpevole.
Lo ricordiamo, e lo commemoriamo come esempio di militanza antifascista,e rivoluzionaria.
Mi rimane un ricordo fra i tanti di quel periodo.
All’ inizio degli anni settanta in corteo andammo verso la Questura.
In via Fatebenefratelli si fermavano le auto,si chiedeva agli automobilisti di abbassare il finestrino, si dava loro un fiore,che avrebbero dovuto lasciare cadere davanti alla Questura.
Fummo caricati dalle forze dell’ ordine,guidati da ex repubblichini.
Vannacci e il suo diritto all’ odio,la cultura inquinante razzista e fascista di oggi, il negazionismo verso le stragi…non ci devono fare paura.
Pino Pinelli è con noi.
Un abbraccio alla famiglia e un grazie.

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