I rapporti del Censis che fotografano lo status del paese sono sempre impietosi.
L’ ultimo rapporto annuale uscito venerdì delinea un quadro di declino inarrestabile soprattutto dal punto di vista demografico.
Abbiamo perso 3 milioni di giovani dal 2003,nel 2050 saranno 8 milioni,le coppie senza figli saranno il 25 per cento della popolazione nel 2040.
Ma il declino non è solo questo.
Per l’ 80 per cento degli italiani il paese in declino vuol dire rassegnazione passiva , incapacità di guardare avanti, SONNAMBULISMO di chi vive in trans e non vuole essere svegliato.
Secondo il rapporto gli Italians hanno paura di tutto: dall’ immigrazione incontrollata,alle catastrofi per clima e ambiente,al debito pubblico che collassa,alle guerre,al terrorismo etc
Forse,dico forse, il rapporto è una mazzata che non ci meritiamo del tutto, perché per quanto riguarda il volontariato e il terzo settore verso i più bisognosi, siamo tra i primi posti,dico io.
Ma se, secondo l’ austro marxista Karl Kraus l’ ottimismo è il paradiso degli idioti,in questa caso il pessimismo della ragione cristallizza verità scomode,ma oggettive.
Nella quotidianità’,ad esempio,la burocrazia devastante tutta l’ amministrazione pubblica vuol dire disagi per ospedali,cure mediche, lentezza nei ricoveri,giungla burocratica per disabili: se hai un problema, e non hai molti quattrini dimenticati del welfare,dico.
La macchina inceppata dell’ amministrazione riguarda anche il mondo del lavoro: infortuni ,sfruttamento tramite caporalato,sfruttamento delle donne,bassi salari etc sono ormai pre- requisiti dell’ essere italiano vero,non ricco,ma nemmeno tanto povero da suicidarsi,dico.
Quando davanti a calamità naturali,e alle varie incurie che devastano le nostre regioni i politici dicono “mai più”,ti cadono le braccia, ad essere civili.
Poi,però,alla televisione senti che siamo tra le eccellenze mondiali nel turismo ,nella manifattura,nel risparmio,sempre primi nell’ arte d’ arrangiarsi ,pure nella maleducazione civile.
No,non ci dobbiamo estinguere, :mandolini,pizza,mafia, spaghetti saranno sempre al top nel senso comune universale,anche perché nel contempo abbiamo il 37 per cento del patrimonio artistico mondiale.
Il Sonnambulismo è un corto circuito del cervello,determinato da tanti fattori,compreso lo stress.
Il sonnambulo non ricorda più nulla,dopo il risveglio.
Come gli italiani: il primo partito ha nostalgie fasciste,nonostante tutti i bonus, i poveri aumentano,le disuguaglianze pure.
Infine vogliamo più libertà, e fare meno sacrifici.
Gli esempi di malessere nel relativo benessere sono tanti: se le guerre fanno paura e gli immigrati di più è anche vero che dopo il Covid c è stato un breve sussulto di orgoglio e passione.
Il lavoro sommerso era una risorsa della disperazione,il lavoro nero oggi è solo una piaga strutturale,come dicono gli esperti del talk show,che frega le nuove generazioni.
Sonnambuli per i diritti e per i doveri,ciechi davanti alle ingiustizie, stanchi degli annunci del cambiare tutto, purché non cambi niente,isterici e nevrotici nelle giungle d’asfalto metropolitane.
Questo è il declino,ma c’è chi dice no,sperare si deve…

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