Aldo Grasso, indiscusso maestro di comunicazione,sul Corriere della Sera di ieri,ha scritto che grazie alla bulimia del web oggi tutti credono di sapere tutto.
Onestamente vero.
La presunzione di sapere,vero culto di massa che spazia dall’analisi dei femminicidi,alla causa delle guerre,ai rebus del campionato di calcio, la ritroviamo in ogni circostanza nel mondo reale-irreale di internet,dove l’ intolleranza verso le idee altrui è ormai norma di crudeltà mentale e psichica legalizzata.
Grasso sostiene che una volta chi non sapeva si rivolgeva a chi ne sapeva di più,magari con umiltà.
Oggi invece è diventata abituale la superficialità,il pressappochismo, l’ informazione che si crede alternativa perché ritrovata su milioni di piattaforme, che filtrano verità relative spacciate per verità bibliche.
Si evita in questo modo la ricerca delle sudate carte:Wikipedia,che comunque rimane uno strumento utile di informazione, va sostituendosi,ad esempio, alla cultura storica,filosofica e scientifica comprovata da serie letture disciplinari.
La questione non è solo l’ effetto del COVID post COVID per cui la psiche collettiva si è sottomessa alla società del “tutti siamo virologi”.
La complessità di un mondo indecifrabile dovrebbe trovare secondo me,il socratico sapere di non sapere,la curiosità intellettuale per chi ti presenta difficoltà intriganti.
Non per il possesso di verità epistemologiche,ma per dare un significato ai percorsi della buona volontà.
Senza comunque cadere nello stereotipo scemo – qualunquista che chi usa internet è imperialista,(come dire che chi beve Coca Cola è guerrafondaio yankee.)
A proposito Yanis Varoufakis nel suo ultimo lavoro ” chi ha ucciso il capitalismo – il tecno feudalesimo,” invita alla ribellione
Noi tutti servi della gleba e vassalli del Cloud consumista,dovremmo insorgere contro la manipolazione della mente delle piattaforme economico informative,per una tecno democrazia al servizio delle masse.
Parole sante,davvero.
Bisognerebbe però impossessarsi dei mezzi di produzione.
Anche se fra l’ utopia e l’ alienazione quotidiana può esserci il sentiero dello “nosce te ipsum” del tempio di Apollo.
Tanto per cominciare.

Conosci te stesso
20 novembre 2023 at 19:35
okokokokkokokokok
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20 novembre 2023 at 14:11
Yes it is is true Pier Luigi. . . ma almeno qualche “sapere” potrebbe, chi lo sa, far breccia nella voglia di giungere alla conoscenza de. . . “i chi dei perché” o, forsanche “dei perché de i chi”. . . ciao!
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