Per scuola, università,ricerca, sanità,poste,trasporti( 4 ore),treni lo sciopero è nazionale,poche storie.

Anche perché doveva essere un autunno caldo per via della eliminazione del RDC, doveva esplodere una bomba sociale per i bassi salari e il salario minimo,le promesse elettorali naufragate in una finanziaria che per i diseguali,non cambia niente.

La manifestazione partecipata e vivace di sabato scorso sotto il segno della Schlein può essere stata allora l’inizio di una opposizione che ritrova la sua compattezza?

È auspicabile,cominciando dallo sciopero generale di oggi vs.la vuota legge di bilancio governativa, indetto da CGIL,UIL, ostacolato dal garante e dal governo fascio leghista, contrario agli scioperi per cultura antisindacale,che ha pure precettato i lavoratori dei trasporti.

E qui, da buon senso politico,bisogna dire che il non fatto della sinistra è stato sconcertante.

In questi mesi di maccartismo de noantri, si sono erette solo barricate di parole e concetti ripetitivi e stancanti da parte della opposizione politica e sociale.

Per cui quelli di sinistra attaccano il governo Meloni sui vari provvedimenti e quelli di destra rispondono chiedendo il perché le cose non si sono fatte quando i sinistri erano al governo.

Vien fuori un dibattito dove si grida ” basta parole vogliamo i fatti”: a questo punto nei talk arriva la pubblicità…..che mette tutti d’accordo.

Insomma,chi deve contrastare il governo più a destra della storia repubblicana non dovrebbe sempre inseguire una sequela di politici mediocri, neri a metà,(il resto verde e azzurro fa da cassa di risonanza), senza fornire alternative reali,credibili,praticabili.

Anche oggi le divisioni non mancano.

La CISL ad esempio si ritira dagli scioperi confederali di CGIL e UIL contro la manovra,i sindacati di base ce la mettono tutta,ma si frammentano nei tempi e nei modi,il PD e M5S e Sinistra Verdi credono di colpire insieme stando separati,ma si separano senza colpire.

Né vien fuori un’ opposizione conformista nel piangere sul latte versato,sterile nel contrasto a baggianate pazzesche e spudorate su premierato,Albania, Sanità malata delle liste d’attesa,Scuola degli abbandoni, povertà dei sussidi una tantum etc

Ma oggi si può ribaltare, senza farsi troppe illusioni l’ andazzo generale: contro un reazionario in malafede come Salvini,che chiama lo sciopero un capriccio da precettare,come tutta la maggioranza di governo e suoi giornali che chiamano gli scioperanti,i ROSSI,con la tipica accentuazione fascista.

Chi continua a dire che le manifestazioni ormai si fanno solo di sabato, perché il popolo in settimana pensa solo a lavorare in straordinario, potrebbe ripensarla in termini propositivi.

I lavoratori che oggi scendono in piazza meritano rispetto da governo e pure dai sindacati: tentano di invertire una tendenza pericolosamente reazionaria,Landini in primis ne è consapevole e sembra determinato.

Piazza del Popolo in questo momento è piena anche grazie allo spot salviniano sulla precettazione.