Si sente spesso dire,soprattutto nel vasto mondo del sinistrese,ma anche nell’opinione pubblica pop che tutto è finito.

Nel senso,ormai accreditato,che la caduta verticale di tutti i valori, ideologie,religioni, convenzioni statuali, in tutto il pianeta, sono il segno di una fine della storia a cui non c’è rimedio.

O meglio, l’ unico rimedio è farsi i fatti propri.

Nessuna novità: il millenarismo, con la fine di un mondo, è sempre stato interpretato come un segnale di una controrivoluzione o rivoluzione ” epocale’.

Ma,se non mi sbaglio,qui niente è finito,nel bene e nel male i problemi dell’ umano vivere sono sempre eguali, solo che le soluzioni sono assolutamente finte.

Per cui niente è finito,ma il tutto è indefinito,da sembrare un indifferenziato.

Le guerre che si susseguono,e che si inseguono,fra palestinesi,Israeliani,ucraini,russi ,ti fanno capire che il bagno di sangue è manna per lo spettacolo della guerra e per il complottismo seriale.

È indefinito il massacro degli israeliani  del 7 ottobre da parte di Hamas, è indefinito che i bombardamenti di Gaza siano un genocidio, è indefinito il missile di Hamas sull’ospedale di Gaza, è indefinito, che il missile sia israeliano..

Nella sfera della politica interna poi,la finzione costruita ad arte e ‘ pane quotidiano dell’ indefinito.

Blocco navale,Lampedusa mon Amour,RDC sparito,lavoro per tutti,salario minimo o salario massimo, povertà assoluta un giorno, l’ altro ripresa del PIL,influencer  che vendono i sentimenti come fossero caramelle ,statistiche fatte con l’ algoritmo, per poi essere smentite,operazioni speciali che diventano guerre….tutto dura il tempo della confezione social o televisiva.

Che cosa è vero,che cosa è falso,che cosa è autentico?

Le scommesse nel calcio: erano tutte finte le scommesse o le partite?

Per rimediare a tale brutale e continua menzogna ermeneutica va di moda cercare di rifondare il mondo (con riforme strutturali),che in Italia aspettiamo dal dopoguerra..

Sembra il gioco delle parti, ma non lo è.

È il gioco del potere per il potere ,della ricchezza per la ricchezza,del lamento che mai diventa ribellione,della frustrazione esistenziale che diventa colpa collettiva.

E non c’è bisogno di scomodare il grande filosofo Gianni Vattimo, scomparso recentemente ,che era convinto che allo schianto della morte di Dio era comparso il politeismo dei valori.

Troppo alto il pensiero che vola alle altitudini della filosofia.

Qui trionfano i baccanali della doxa: ed è  il modo con il quale ci si convince  che vivere nella menzogna è la sostanza del regno degli uomini.