I cultori del ” dove eravate e del sì ma anche”,che vogliono trovare giustificazioni morali ad Hamas o al bombardamento criminale di Gaza, avrebbero dovuto andare alla manifestazione di sabato a Milano.

Parlo di quella milanese,a cui ho partecipato con un certo scetticismo,visto le sbrodolate di alcune tifoserie parolaie pro Hamas.

Invece la manifestazione di sabato ha visto la partecipazione di famiglie arabe,palestinesi,marocchine egiziane,siriane,tunisine,giordane.

Finalmente anche in Italia si è palesata una dimostrazione della volontà di lotta di un popolo che rifiuta non solo l’ occupazione israeliana,ma pure la guerra santa di Hamas.

E i giovani arabi in piazza,insieme a militanti sparsi dei centri sociali,con qualche Cobas sindacale,hanno orgogliosamente dimostrato che le guerre imperialiste si possono denunciare con mobilitazione, solidarietà, e iniziative chiare,determinate,sincere anche nell’ Italia dei guelfi e ghibellini.

Gaza libera e Palestina libera,dunque,come 50 anni fa,ma con la partecipazione dei proletari e le loro famiglie ,come non poteva essere allora, perché allora l’ Italia non era meta di arrivi dalle zone disastrate del M.O.

Naturalmente i media che contano e cantano la menzogna hanno oscurato l’ evento.

In piazza non c’ erano i partiti e le lobbies che controllano la Tv.

Ci sono stati slogan per l’ Intifada,nessun slogan pro Hamas,come speravano i reazionari governativi.

Certo che ci sono stati slogan contro Israele,cosa dovevano esserci slogan a favore,silenzio imbarazzante,distinguo da talk show ?

Ci vorrebbe una mobilitazione permanente senza bisogno di tifoserie indigene,alla ricerca di voti e di facili consensi.

Si potrebbe pure,paradossalmente andare a manifestare a titolo personale,come occidentali, e mettersi dietro a quel proletariato di Gaza che vuole giustizia e sta morendo

E non solo contro Israele come terra degli ebrei,ma come Palestina terra mia.

14 ottobre