Il governo Meloni ieri ha compiuto un anno di legislatura.

E l’ esaltazione del primo anno di patriottismo della grande famiglia del fascistume italiano,non è potuto sbocciare causa morte del presidente Napolitano.

Successi indubbi in tutti i campi,soprattutto nell’ aver riportato l’ Italia al centro dell’ Europa,aiutato la ricchezza con l’ abolizione del RDC, e aver introdotto il cuneo fiscale che diventerà strutturale nel 2024.

Balle spaziali,ma bastanti a mantenere il partito familista della Meloni al primo posto nei consensi degli italiani .

Anche se fra astenuti,centristi e sinistri la maggioranza è molto relativa .

Quello che non manca mai,comunque,e forse giustamente, secondo una visione becera del modus vivendi, è il fascino del tornaconto economico personale.

Se il governo mi dà dai 60 euro in su detassando, se concede condoni non tassando, perché complicarsi la vita con razzismo,diritti civili,fascismi mai sopiti,eccetera.?

E i salari minimi che a fronte di un nero consolidato Strutturale sono un niente?

Ho trovato una citazione di Adolf Hitler:”il capitalismo deve diventare il servo dello stato e non il padrone”.

Anche Hitler e Mussolini furono keyesiani,per integrare il corporativismo nel capitalismo.

Insomma con un capitalismo corporativo che taglia fuori i non garantiti si può cercare di sopravvivere con il senso pure della nazione materna, contro l’ Europa matrigna.

In fondo è quello che sperano i partiti della destra in vista delle elezioni.

Poche chiacchiere ambientaliste,femministe,arcobaleno,poca giustizia sociale con tassi di sfruttamento inclusi nell’ idea di stato,ma soprattutto una risicata riforma del carrello della spesa.

Pesce fresco e non surgelato.